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Sodinha, il Trapani ed il «fútbol bailado» mancato

Il brasiliano doveva essere il faro della squadra che poi sfiorò la A, ma si ritirò a causa delle precarie condizioni fisiche dovute al peso

«Con me hai giocato 213 minuti. Ti giuro, sono stati molto più belli di campionati interi giocati da altri». Così Serse Cosmì salutò Felipe Sodinha, nato il 17 luglio 1988, quando il brasiliano decise di dire basta al calcio giocato nel gennaio 2016 per via delle precarie condizioni fisiche dovute all’eccessivo peso.

Oggi Sodinha compie 33 anni e poi a calcio è tornato a giocare, con Modena, Mestre, Rezzato e di nuovo Modena, ma Trapani resta una tappa fondamentale nella sua carriera. Dopo essere arrivato in Italia dal Brasile, aveva militato nell’Udinese, poi nel Bari, nella Paganese, nel Portogruaro e nel Brescia, dove si mette in mostra per le sue grandissime giocate, ma anche per quei chili di troppo che non vanno mai via. Terminata l’esperienza in Lombardia, nell’estate 2015 si trasferisce a Trapani. Ha 27 anni ed ha a disposizione una piazza che si innamora subito di lui. Cosmi gli consegna il “10”, ma lui non riesce ad esprimersi come vorrebbe. Gioca in tutto 5 partite: 2, per intero, in Coppa Italia contro Como e Cagliari e 3 spezzoni in campionato: 25 minuti con il Lanciano, 3 minuti con lo Spezia ed uno con il Modena.

La sua classe non si mette in discussione, ma i chili di troppo si fanno sentire e, pertanto, decide di dire basta, scrivendo una pagina, di fatto, indelebile della “favola” Sodinha. Annuncia il ritiro, ed il clamore dei media è enorme. Poi, però, ci ripensa e ritorna a giocare al Modena prima ed al Mestre dopo. Prima di continuare in D con il Rezzato e di nuovo con il Modena.

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