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Cosmi, l’allenatore che ha portato il Trapani ad un passo dalla A

Ha guidato i granata in 78 partite complessive ed è passato alla storia per aver condotto la squadra fino alla finale playoff con il Pescara per raggiungere la massima serie

C’è stato il Serse Cosmi ultrà, c’è stato il Serse Cosmi con gli occhi lucidi, c’è stato il Serse Cosmi romantico. E c’è stato anche il Serse Cosmi esonerato, problema con il quale si scontrato tutti gli allenatori. Ci sono stati tanti Serse Cosmi a Trapani, città e squadra che lo hanno rilanciato, se è vero come è vero che la media punti con i granata (1,49) è la sua terza di sempre.

Serse Cosmi, nato il 5 maggio 1958 e che oggi compie 64 anni, è stato l’allenatore che ha condotto per mano il Trapani fino ad un passo dalla serie A, traguardo inimmaginabile per una piccola realtà come quella granata. Fare meglio di Roberto Boscaglia, il condottiero che portò i granata dalla D alla B era difficile, ma lui c’è riuscito, trascinando tutta la città in un crescendo di passione e voglia, di amore e di lucida pazzia. Prima la salvezza nel 2014-15, poi in quel torneo 2015-16 c’è stato il record assoluto di vittorie consecutive ed il terzo posto in campionato. Ma anche la finale playoff con il Pescara, persa nella gara di andata, quando i granata si fecero sconfiggere 0-2 giocando un tempo in dieci. Al ritorno Citro aveva illuso tutti mettendo a segno il gol dell’1-0 dopo pochi minuti, ma poi il fato decise che in A ci sarebbe andato il Pescara e, così, Verre si ritrovò il pallone tra i piedi poco dopo il centrocampo e, dopo un rimpallo con l’arbitro, trafisse il portiere. Finì 1-1 con Cosmi che si accasciò in panchina, con le lacrime che gli solcarono il volto.

Ma poco dopo tornò il solito Serse, perché, per rafforzare il suo legame con la città, sbandierò come la sua più grande soddisfazione non era quella che il Trapani non potesse conoscere la serie A, quanto che la serie A non potesse conoscere Trapani.

Il campionato che seguì fu figlio della delusione di qualche mese prima. Cinque pareggi consecutivi, poi i ko, le mancate vittorie e, alla fine, anche un presidente dal cuore d’oro come Vittorio Morace si vide costretto ad esonerarlo, chiamando Alessandro Calori.

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