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Minore si, Minore no: perché l’imprenditore divide Trapani

L’imprenditore palermitano divide la tifoseria, anche se oggi rappresenta l’unico in grado di assicurare il ritorno del calcio in città

È l’unico ad aver dato la propria disponibilità per il bando del Comune e, contemporaneamente, sta provando a stringere anche un accordo con il Dattilo, nel caso in cui la prima opzione fallisca.

Se Trapani potrà tornare ad avere una squadra il prossimo anno dovrebbe avvenire (fino a quando non verrà scritta la parola fine il condizionale è d’obbligo) grazie a lui e, per questo, dovrebbe essere visto ‘benevolmente’ dalla tifoseria.

Ettore Minore, però, divide i sostenitori granata, perché da un lato c’è chi gli concede fiducia, partendo dal presupposto che in passato proprio la fiducia era stata riconosciuta ad altri proprietari del club. Dall’altro c’è chi, pur volendo fortemente la rinascita del Trapani, non crede che quella di Minore sia la scelta migliore, anche se ad oggi l’unica realmente in campo. Magari perché scottato da quanto verificatosi nel corso degli ultimi anni.

La vicenda dell’organigramma, che abbiamo pubblicato martedì, è emblematica. Al Comune viene presentato un documento con dei nominativi che, in alcuni casi, non avevano nessun accordo firmato con il futuro Trapani o con la società che dovrebbe controllarla. Tanto che si sono susseguiti i distinguo e lo stesso Minore è intervenuto per chiarire come quell’organigramma fosse già stato modificato, confermando allo stesso modo la bontà dell’esclusiva di trapanigranata.it. Resta da capire se a Palazzo D’Alì siano stati informati dei cambiamenti prima che gli stessi venissero confermati da Minore, perché, altrimenti, il sindaco Tranchida avrebbe potuto assegnare il titolo alla Inter Trade sapendo che tra i dirigenti vi sarebbero state delle persone che poi non avrebbe più trovato nell’organigramma definitivo.

Per finire con la vicenda del Dattilo. Il Comune annuncia, in una nota, che la Inter Trade ha un accordo con la società biancoverde, rendendo pubblica una comunicazione della stessa società che fa capo a Minore. L’accordo c’è, ma, come confermato da Michele Mazzara, il presidente del Dattilo, è verbale e dovrà essere seguito da quello formale, con la necessaria transazione economica che dovrà avvenire entro i primi di luglio, la deadline fissata dal massimo dirigente biancoverde. Altrimenti, l’intesa sarà da considerarsi ‘saltata’.

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