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Trapani, l’intitolazione dello stadio ad un vivente è possibile

Sono diversi i precedenti in tutta Italia con le varie amministrazioni che hanno proceduto ad intitolare impianti e strade a persone ancora in vita

Intitolare lo stadio Provinciale a Vittorio Morace è possibile. A sostenerlo è Giovanni Cavasino, promotore di un comitato per l’intitolazione dell’impianto all’ex presidente del Trapani, in totale disaccordo, pertanto, con l’attuale proposta al vaglio dell’ex Provincia, proprietaria dell’impianto. Un altro comitato, infatti, ha avanzato la proposta di intitolare lo stadio a Giacomo Basciano, ex direttore della struttura.

Trapanigranata.it ha lanciato un sondaggio aperto e quasi il 68% di coloro che hanno votato, o interagito, sono dell’idea di intitolare l’impianto a Vittorio Morace, l’ex presidente del Trapani che portò i granata a soli 90 minuti dalla serie A.

Il sentore comune è che un impianto non possa essere intitolato ad una persona in vita, ma ci sono alcuni esempi che vanno in direzione diversa. A cominciare dalla Sicilia dove a Capo d’Orlando l’amministrazione ha intitolato il Palasport ad Alessandro Fantozzi, ex play dei peloritani il quale, peraltro, è anche sceso in campo da avversario dell’Orlandina nell’impianto che porta il suo nome. O, ancora, sempre a Capo d’Orlando, il lungomare è stato intitolato a Ligabue.

La legge che regola l’intitolazione delle strade o degli impianti è vecchia di quasi un secolo: la 1188 del 1927 e prevede che l’intitolazione solo a persone decedute da oltre 10 anni, previa autorizzazione che arriva dal Prefetto. C’è, però, una deroga per chi è morto da meno di 10 anni, ma che si sia distinto per particolari benemerenze. Si tratta della circolare 18 del 29 settembre 1992, la stessa che ha permesso l’intitolazione del San PaoloMaradona pochi giorni dopo la morte del Pibe de Oro. A Capo d’Orlando, invecce, l’allora sindaco superò tutti i problemi attraverso una semplice determina…

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