Sorrentino, il trapanese che conquistò il Trapani

Simbolo della voglia di riscatto della città, per due volte non è stato ripagato dalla società nel modo giusto, prima in vita e poi dopo la morte

Era il Trapani. Incarnava più degli altri la trapanesità, simbolo di una terra perennemente bisognosa di riscatto. E con la maglia granata addosso si è tolto tante soddisfazioni, anche se non è stato ripagato a dovere dalla società in più di una occasione.

E’ Roberto Sorrentino, nato il 7 febbraio 1948 e deceduto nel gennaio 2010. Un’ala granata che ancora oggi viene ricordato dai tifosi e che ha davvero fatto innamorare i trapanesi con le sue discese. Per conquistare la maglia da titolare dovette attendere diversi anni. La prima stagione con continuità è la 1968-69, e l’ultima nel 1972-73 dopo 146 presenze e 30 gol.

Il Trapani lo aveva ritenuto ormai non più in grado di giocare ai suoi livelli e, così, passa alla Massiminiana, prima di rientrare in provincia al Marsala e chiudere la carriera al Ligny, togliendosi anche qualche “sassolino” quando rifilò due gol al Trapani dove erano ancora presenti quei dirigenti che non lo avevano più voluto in granata.

Morì prematuramente nel 2010 ed in quell’occasione il Trapani commise il secondo grande errore, non osservando il doveroso minuto di silenzio tra le proteste dei tifosi e delle altre bandiere del club. Soltanto a parziale riscatto, poi, arrivò l’intitolazione del campo sportivo di Fontanelle Sud, ma quello fu un atto del Comune.

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