Ezio Capuano e il Trapani: un binomio che ha lasciato il segno nella memoria dei trapanesi. A distanza di 25 anni dal suo primo incarico sulla panchina granata, il tecnico nativo di Salerno è pronto per il ritorno a Trapani e scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, ma soprattutto per completare una storia interrotta troppo presto. È la rivincita di un uomo che non ha mai dimenticato la città, né i sacrifici fatti per difendere la maglia, e di una squadra che attende di risalire la china, dopo una prima parte di campionato al di sotto delle aspettative.
Era il 1999 quando Capuano sbarcò a Trapani con il carico di entusiasmo e ambizioni che lo avevano reso uno dei giovani tecnici emergenti più seguiti. La società di allora, guidata da Pippo Rosano, aveva investito per costruire una squadra stellare, capace di puntare alla promozione in Serie C1. Le aspettative erano altissime. Tuttavia, quella stagione si trasformò presto in un incubo: difficoltà economiche, confusione gestionale e una serie di vicissitudini interne portarono il club sull’orlo del baratro. Capuano, però, non abbandonò mai la nave.
Capuano venne presentato il 26 maggio 1999 dichiarando “di essere sceso in Sicilia per vincere. Questo per il Trapani è e deve essere un anno molto importante e i presupposti ci sono tutti per disputare un campionato d’altissima classifica. Le ambizioni della dirigenza sono anche le mie, né mi spaventa la severità del compito che mi è stato assegnato e il fatto di dover lavorare in una piazza esigente”.
Un grande Trapani visto soltanto in amichevole con il Palermo e con il Catania il 12 e il 18 agosto 1999. Poi il caos più totale per le difficoltà economiche del club e con lo stesso Capuano che si ritrovò in allenamento il collega Pietro Ruisi, che ancora non aveva ricevuto comunicazione dell’esonero dal Trapani. Una stagione poi conclusa con l’amara retrocessione sul campo con una formazione imbottita di giovani che aveva cercato di lottare fino all’ultimo, con Capuano che non abbandonò la nave destinata al fallimento, che poi arrivò nel 2002.
Trapani, però, non è stata solo una parentesi di difficoltà per Capuano. La città lo accolse a braccia aperte e, nonostante le difficoltà, il rapporto con i tifosi e con la gente rimase forte e autentico. Nei momenti più difficili, infatti, Capuano dimostrò il suo attaccamento al club e ai suoi giocatori, arrivando a offrire pasti cucinati da sua moglie ai calciatori in difficoltà.
Ora, l’obiettivo comune è uno solo: riportare il Trapani nel posto che merita, e farlo insieme, con Ezio Capuano ancora una volta al timone.
Io non dimentico….pipo Rosano uomo di m
Capuano nn e’ mai stato un allenatore vincente però meglio di Aronica sicuramente
Marsala Digerbato, ci sono biglietti disponibili ?
Alleni a Trapani nell’era di Achille ….i campi di calcio erano in terra battuta …..ancora si parla di quell’età glaciale ……..
È da 1 anno che ripeti le stesse cose, il tuo caro marsala sta lottando per i playoff, perché unnu talii?
U sannu tutti quanto è scarso e chiacchierone…
U sae sulu tu, paiila pi tia
Va eccalo….
Necili tu i piccioli allura!
Allora è bono picchí vinni gratis
Buona sera a tutti 💪 ,siamo in 20000, c’è posto?
Capuano fa parte della storia del Trapani anche se, non per colpa sua, in un periodo difficile. Nonostante ciò il suo attaccamento ai colori granata è stato encomiabile ed è rimasto nei nostri cuori. Una scelta emotiva ma al contempo tecnica perché Capuano conosce la C e sa come agire. In bocca al lupo e bentornato
grande Capuano,i giovani tifosi non sanno che questo signore,dopo l’ennesimo fallimento del Trapani calcio 25 anni fa aiutò con soldi di tasca sua i calciatori di allora che non potevano permettersi neanche di prendere l’autobus, allora cerchiamo di essere grati al nostro grandissimo Presidente Valerio Antonini forza Trapani👍👍👍