“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Le parole di Antonello Venditti sembrano fatte apposta per descrivere la storia fra il Trapani ed Ezio Capuano, l’allenatore campano nato il 19 gennaio 1965 a Salerno.
Il rapporto fra Capuano e il Trapani, infatti, è un intreccio di emozioni indiscrivibli. Arrivato per la prima volta sulla panchina trapanese nel 1999, Capuano è passato dall’essere il condottiero di una squadra che doveva sbaragliare la concorrenza e approdare in serie C-1 al retrocedere in serie D dovendo anche pagare i pranzi ed acquistare le attrezzature sportive ai calciatori. E dopo 25 anni rieccolo sulla panchina del Trapani per riannodare il filo con i granata e regalare alla tifoseria e alla piazza quei successi che, nel ’99, rimasero solo sulla carta.
“Il mio Trapani dovrà dare spettacolo. Non mi basta vincere” erano state le sue parole nel luglio 1999, prima della tempesta che spazzò via quel Trapani sotto la gestione di Pippo Rosano. Capuano quell’anno vide la sua creatura smembrata giorno dopo giorno, venendo esonerato e venendo richiamato, restando al timone della squadra anche quando la retrocessione fu aritmetica.
E ora, chiamato da Valerio Antonini, è ritornato alla guida del Trapani per provare a dare l’assalto alla serie B. Ma sempre con le idee chiare e con la voglia di stupire tutti, forte di un carattere di ferro con il quale i calciatori devono fare i conti.
Amato dalle tifoserie, e soprattutto da quella trapanese, Capuano in carriera ha vinto due volte la serie D, con l’Altamura e la Cavese e quest’anno, ritornando al Trapani con un presidente che gli sta rivoluzionando la squadra per assecondare tutti i suoi desideri, spera di compiere il grande salto, approdare in B.
Dobbiamo andare in serie B
💪💪💪
TANTI AUGURI AL MISTER DEL POPOLO EZIOLINO!!!