Centonovantanove centimetri di capacità. Sono quelli di Milan Djuric, l’attaccante bosniaco arrivato a Trapani per la prima stagione dei granata in serie B, nel 2013-14, nato il 22 maggio 1990.
Djuric in quel torneo faceva coppia in attacco con Mancosu e, di fatto, aveva scalzato Giovanni Abate dall’undici titolare. Il suo inizio di campionato, in quella stagione 2013-14, fu ottimo, perché dopo essere rimasto all’asciutto nelle prime due partite e non aver giocato nella terza gara, alla quarta è esploso. Il Trapani riceveva al Provinciale la Reggina e Djuric con due splendidi colpi di testa nel primo tempo permise ai granata di andare al riposo avanti 2-0, apripista del definitivo 4-0. E grazie a quel successo il Trapani al termine di quella quarta giornata si ritrovò addirittura al secondo posto in classifica con 8 punti, due in meno della capolista Empoli.
Djuric, poi, andò a segno anche nel turno successivo, contro il Modena, ma poi cominciò la sua parabola discendente, tanto che arrivata l’apertura del mercato invernale, lasciò Trapani passando al Cittadella. Alla fine, per lui, le presenze con i granata furono 15, 13 in campionato e 2 in Coppa Italia.
Poi, da avversario, Djuric ha incrociato diverse volte il Trapani, e spesso lo ha punito. Sempre nel 2013-14 con il Cittadella, nel successo per 2-1 dei granata, ed ancora, con il Cesena nel 2016-17, quindi, ha proseguito il suo girovagare passando dalla Salernitana e arrivando in A con il Monza.
Si vedevano lontano un miglio le potenzialità del ragazzo ma incomprensibilmente Boscaglia lo emarginò costringendo la società a svenderlo al Cittadella; ecco questo è stato un grande errore di valutazione e di tattica dell’allenatore così ben ricordato a Trapani. Mi sovviene un passo : ” chi non ha peccato scagli la prima pietra ” e il nostro non può certo scagliarla!