Dal Trapani alla Pistoiese. Maurizio De Simone, ex proprietrio dei granata, è coinvolto nel crac della Pistoiese ed ora la Guardia di Finanza di Pistoia ha eseguito un sequestro preventivo di circa 1,7 milioni di euro nell’ambito di un’indagine approfondita sulla liquidazione giudiziale della Pistoiese.
Le Fiamme Gialle e la Procura pistoiese hanno puntato i riflettori sull’allora dirigenza, di fatto e di diritto, del club, con Maurizio De Simone, imprenditore campano già noto nel mondo del calcio, al centro delle accuse. L’inchiesta, partita lo scorso anno su richiesta della Procura, ipotizza reati gravi come bancarotta fraudolenta, utilizzo di fatture false, compensazione di crediti fiscali inesistenti e appropriazione indebita. Sono cinque gli indagati, tra cui due imprenditori e due professionisti di origine campana, e una “testa di legno” di nazionalità albanese.
Le indagini avrebbero svelato un “articolato sistema di frode” orchestrato, secondo gli investigatori, principalmente da Maurizio De Simone. L’imprenditore campano, già coinvolto in passate gestioni calcistiche con l’Avellino e il Trapani, aveva assunto la guida della Pistoiese attraverso una società di diritto inglese, controllata da una trentenne albanese che, di fatto, ne sarebbe stata solo uno schermo. De Simone sarebbe stato coadiuvato da due professionisti, padre e figlio, un commercialista settantenne e un avvocato quarantunenne, anch’essi con trascorsi nel mondo del calcio.
Ma non c’è un sistema per bloccare sti delinquenti che sono liberi di fare ciò che vogliono dopo quello che avevano fatto a Trapani.condannati e con tanto di pena comprano squadre e nessuno li ferma recidivo .solo in Italia capitano ste cose