Un difensore roccioso che non lasciava nulla al caso. E’ Filippo Calamusa, centrale ed anche terzino di un Trapani che vinceva agli inizi degli anni Settanta.
Nato il 20 novembre 1946, ha esordito in prima squadra nelĀ Ribera nel 1698, mettendosi in mostra tanto da passare allaĀ Folgore giĆ nella stagione successiva. A Castelvetrano ha giocato due anni, meritandosi le attenzioni del Trapani. Era l’estate del 1971 ed i granata si preparavano al campionato di serie D, con il chiaro obiettivo di conquistare la promozione e ritornare tra i professionisti.
Quell’anno ilĀ Trapani disputò una grande stagione e nel maggio festeggiò il salto di categoria ricevendo, in un Provinciale stracolmo, laĀ Massiminiana. In quella stagioneĀ Filippo Calamusa giocò tutte le 34 partite del campionato e rimase in granata anche nei due tornei successivi, nel 1972-73 e 1973-74, indossando la maglia granata complessivamente per 122 volte e mettendo anche a segno un gol, al Floridia, nel primo anno di militanza nel Trapani.
Terminata l’esperienza in granata, si ĆØ trasferito alĀ Marsala dopo gioca per due stagioni, in serie C, e, quindi, alĀ Mazara, per quattro campionati, tutti in serie D chiudendo la carriera, infine, nel Ligny Trapani nel 1980.
“I miei compagni si sentivano sicuri in difesa quando c’ero io – ha raccontato Calamusa -; con me le cose erano due: o non passava la palla o non passava l’avversario. I tifosi quando giocavo con il Trapani ci stavano sempre vicino e ci sostenevano”.
Il Trapani ĆØ sempre rimasto nel suo cuore, ma anche i sostenitori trapanesi non lo hanno mai dimenticato, a tal punto che ĆØ stato inserito dalla societĆ , su indicazione diĀ Ignazio Arcoleo, nel club delle “vecchie glorie granata”, del quale fanno parte tutti quei calciatori che hanno scritto pagine indelebili della storia del Trapani.