Non ci sono le condizioni per il Trapani, De Picciotto si fa da parte

L’imprenditore annuncia il suo disimpegno, anche per il divieto alla multiproprietà, lasciando aperta una possibilità in futuro, qualora vi fossero le condizioni

René De Picciotto dice addio al Trapani. L’imprenditore italo-svizzero lo comunica attraverso una nota ufficiale nella quale spiega il motivo per cui non ha partecipato al bando del Comune e perché non presenterà un’offerta adesso, nella prosecuzione. Nel primo caso perché gli impegni economici erano elevatissimi e nel secondo perché il divieto di multiproprietà impone a De Picciotto di potersi impegnare con il Trapani soltando tra i dilettanti. senza possibilità di scalare le categorie.

E poi ha evidenziato anche come il calcio sia stata la molla per conoscere il territorio e pensare poi ad altri progetti, come l’immobile della Banca d’Italia. Una precisazione, questa, con la quale De Picciotto ha voluto sottolineare di non aver voluto ‘sfruttare’ il suo interesse per il Trapani. Tanto che l’idea della Banca d’Italia è successiva.

‘La decisione di non partecipare al bando del Comune per la rinascita del calcio trapanese, rimanda essenzialmente, ma non solo, alla portata dell’impegno economico richiesto (tra capitale iniziale, patrimonializzazione, garanzie bancarie e fideiussione assicurativa è una manovra che “blocca” ingenti capitali per diversi anni). Ma trova anche una giustificazione “nuova” nella sopravvenuta norma federale che impedisce, di fatto, la multiproprietà. Com’è noto, sono titolare di quote (pari a quasi il 40%) dell’Us Lecce e potrei, dunque, “occuparmi” del rinato Trapani soltanto in serie D, venendo così subito meno all’impegno quadriennale previsto dal bando. Ma il mio interesse per il calcio rimane vivo. Perché è il calcio che mi porta a Trapani. Vale la pena ricordarlo a quanti in questi giorni carichi di aspettative per i tifosi della maglia granata, stanno tirando somme frettolose, confondendo i desideri (legittimi) con gli investimenti (altrettanto legittimi).

Sono stato invitato a considerare la possibilità di risollevare le sorti del calcio granata lo scorso ottobre. Il Trapani era già sparito dalla mappa del calcio nazionale. Non risultava iscritto ad alcun campionato e si apprestava a fallire. Mi fu prospettata l’ipotesi-Dattilo, ovvero la possibilità che la più alta espressione calcistica del comprensorio trapanese (serie D) potesse, nel rispetto della normativa vigente, “emigrare” a Trapani. Ma la trattativa con i dirigenti del Dattilo, dopo un primo approccio, si è arenata.

E’, dunque, il calcio la molla, non altro. Grazie al calcio scopro Trapani, di cui conoscevo la storia, e ne rimango incantato. Comincio ad esplorare una terra di abbagliante bellezza. A capire la gente: i suoi riti, le sue passioni, la sua ospitalità. Una città davvero affascinante, unica nel suo genere. Mentre la esploro, resto folgorato dall’imponenza e dalla posizione dell’ex palazzo della Banca d’Italia, chiusa nel 2018, un immobile che risale agli anni ’50. E matura dentro di me l’idea di acquistarlo, ristrutturarlo e mettere le rinnovate potenzialità dell’edificio a disposizione del territorio. Operazione analoga, del resto, ho portato a termine con successo in Puglia. Avvio così l’iter burocratico per l’acquisizione del palazzo che vorrei trasformare in una residenza di lusso. Iter che, dopo il via libera della Banca d’Italia, dovrebbe concludersi con l’ok al cambio di destinazione d’uso da parte del Comune e con il parere favorevole della Soprintendenza. Ma l’operazione palazzo ex Banca d’Italia non è (e non è mai stata) condizione vincolante al mio impegno nella rinascita del calcio trapanese. Semplicemente perché si tratta di “progetti” distinti e separati. A Trapani non esiste alcun “tesoro nascosto” da saccheggiare. Ma solo opportunità eventualmente da cogliere nel rispetto delle leggi e per il bene della comunità trapanese. L’acquisizione e il rilancio dell’ex sede della Banca d’Italia rappresentano unicamente un investimento con ricaduta sul territorio in termini di accresciuta capacità attrattiva e di nuove opportunità lavorative. Insomma, un’occasione di sviluppo in tempi oggettivamente impervi, dove la mia scelta può anche sembrare quella di un folle visionario ma, in realtà, è solo animata da coraggio imprenditoriale e fiducia nel futuro. Futuro che non esclude l’impegno nel calcio, qualora dovessero ripresentarsi le condizioni per intervenire’.

Redazione

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15 Commenti
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Commento da Facebook
5 anni fa

Ha fatto solo sceneggiata…Bla…bla….non ha fatto un vero incontro con Mazzara del Dattilo, non ha parlato col sindaco(non aveva tempo)….e poi quella cagata di lettera….Ma per favore, non ti crede nessuno delle persone intelligenti a Tp…..impara a fare il vero Attore…

Anna Peralta
5 anni fa

esattamente, ci ha presi in giro, noi abbiamo deciso di boicottare i negozi e l’investimento in ciò che farà del ex banca d’Italia… non ci metteremo piede e facciamo tanta pubblicità.. che se ne andrà in silenzio di come è venuto. Ricordati i Trapanesi non sono stupidi, forse sei abituato con i Leccesi.. ma qui hai sbagliato. Buffone.

rocco barbara
5 anni fa

Risulta evidente che tutte le parole che ho scritto nei vari articoli avevo perfettamente ragione. Adesso spero che qualcuno mi chieda scusa. Se avesse voluto il Trapani, poteva benissimo far fare il presidente a qualche persona fidata non credete????

Giuseppe
5 anni fa

Ma come!! gli ultras trapanesi prima osannavano DePicciotto e baciavano la terra su cui camminava, e ora lo pigliano a male parole!!
Meglio stare zitti……

Tommy
5 anni fa

Finalmente!!!!! Ormai si deve tifare Dattilo perché nessuno farà rinascere il Trapani calcio , se tutto andrà bene quando questa amministrazione comunale andrà via , potrà rinascere per davvero il Trapani calcio
questa amministrazione a fatto del tutto per complicare le cose
quindi mettiamoci l’anima in pace

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5 anni fa

E CHISSU SI SAPIA ?????

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5 anni fa

Il suo interesse era solo nell’acquisto del palazzo ex banca d’italia . Investimento importante per imprenditori di questa portata . Per il resto il trapani calcio potrebbe avere una rinascita solo per chi ama lo sport , ahimè oggi giorno non c’è amore calcistico, ma interessi personali.
AGNEDDU E SUCO , E FINIO U VATTIO .?

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5 anni fa

Questo ci ha preso solo x i fondelli….e continua prendere x i fondelli…Chi vuol abboccare a questa gente…..abbocchi. Ha fatto solo sceneggiata…..non ha mai fatto una proposta seria neanche al Dattilo…ma davvero credete a uno del Nord???

Commento da Facebook
5 anni fa

Vastaso. Porti qualcun altri, almeno.

Commento da Facebook
5 anni fa

No anche tu come gli altri???? ??‍♂️

Commento da Facebook
5 anni fa

E tanto ci voleva a dirlo…!!!

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