“Per i tifosi granata la sconfitta di Cosenza rappresenta l’epilogo più amaro di una stagione iniziata male e conclusa anche peggio. A soli due anni di distanza, infatti, il Trapani torna mestamente in Serie D, nonostante i 48 punti conquistati sul campo che avrebbero garantito alla squadra di Aronica l’accesso ai play-off. La realtà, invece, consegna i granata ai dilettanti con un turno d’anticipo per via dei 25 punti di penalizzazione accumulati”.
Il Giornale di Sicilia nell’edizione odierna ha raccontato così il giorno dopo la retrocessione del Trapani nel campionato di serie D.
“La sfida di domenica prossima contro il Siracusa servirà soltanto per provare ad evitare l’ultimo posto, perché il Sorrento, quintultimo, è distante 15 punti: troppi per sperare nei play-out, previsti solo con un distacco massimo di 8 lunghezze tra penultima e quintultima. Un epilogo inatteso per quelle che erano le ambizioni dichiarate dal presidente Valerio Antonini, che aveva indicato la Serie B come obiettivo immediato. Una retrocessione, invece, conseguenza di una stagione surreale, caratterizzata da quanto accaduto fuori dal campo con le continue vicende giudiziarie ma anche dello smantellamento della squadra che a gennaio è stata privata dei pezzi migliori con un rendimento inevitabilmente calato nonostante l’impegno dei ragazzi di Aronica. In un clima reso ancora più pesante dalla frattura con la tifoseria organizzata che dopo la contestazione nei confronti della proprietà ha disertato il Provinciale.
Antonini, però, non si arrende e preannuncia ulteriori battaglie giudiziarie. Finora tutti i pronunciamenti — dal Tribunale federale alla Corte federale d’appello fino al Collegio di garanzia del Coni — hanno respinto le tesi difensive del club. Nuovi verdetti sono attesi nelle prossime ore: il Collegio di garanzia oggi dovrà esprimersi sui 7 punti di penalizzazione relativi alle scadenze federali del 16 ottobre, mentre giovedì la Corte federale d’appello sarà chiamata a pronunciarsi sugli ultimi 5 punti legati alle scadenze del 16 febbraio.
Il nodo resta quello dei presunti mancati versamenti fiscali e contributivi. Lo stesso che ha portato all’esclusione della Trapani Shark dal massimo campionato di basket. La società sostiene di essere stata truffata nella vicenda dei falsi crediti d’imposta dal gruppo Alfieri e che le somme contestate riguardassero Iva e non contributi Inps o Irpef. Una linea difensiva che, almeno finora, nessun tribunale ha accolto.
Il presidente ha anche ipotizzato ricorsi per bloccare il campionato, mentre il giudizio di merito sulle cartelle impugnate davanti alla Commissione di giustizia tributaria di Trapani (e sospese in via cautelare) arriverà soltanto l’8 maggio, quando la stagione sarà ormai conclusa. Per capire cosa accadrà in futuro bisognerà ancora attendere. Antonini ha annunciato di non avere intenzione di mollare neppure in caso di ripartenza dalla Serie D ma prima bisognerà sciogliere diversi nodi: dalla concessione dello stadio Provinciale, scaduta e oggetto di confronto con il Libero Consorzio, fino al rapporto ormai compromesso con parte di tifoseria e città da ricostruire. Come l’assetto societario da rifondare. Dopo l’esonero di Andrea Mussi e la breve parentesi di Luigi Volume — che peraltro si è rivisto in panchina nella gara contro la Salernitana e che non è escluso possa avere un ruolo anche in futuro — il Trapani è senza direttore sportivo. Nodi da sciogliere presto per ripartire in fretta per capire che futuro potrà avere il calcio in città”.
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