“La sentenza della Corte di giustizia tributaria di Trapani, arrivata in settimana, ha riacceso una piccola fiammella di speranza tra i tifosi del Trapani dopo la retrocessione in D”.
Il Giornale di Sicilia, nell’edizione odierna, racconta le ultime vicende in casa Trapani, sempre sospeso tra i verdetti del campo, quelli della giustizia e la speranza di riammissione in serie C.
“Nell’operazione che riguarda la compensazione dei crediti non ci fu fraudolenza ha scritto il presidente della Corte, il giudice Michele De Maria, che ha escluso la prova certa di una strategia fraudolenta o di un comportamento doloso da parte della società trapanese. La sentenza ha attenuato le responsabilità degli organi societari, a cui è stato addebitato il minimo sanzionatorio per non avere vigilato adeguatamente.
La vicenda era quella relativa all’utilizzo di crediti d’imposta poi rivelatisi inesistenti per compensare ritenute Irpef e contributi Inps. Dal mancato pagamento di 2 delle 5 rate previste dal piano di rateizzazione concordato con l’Agenzia delle Entrate nel maggio 2025 sono nati i guai della società trapanese, deferita ben 5 volte, con 25 punti di penalizzazione che hanno fatto precipitare i granata all’ultimo posto.
«Nella sentenza il giudice ha ritenuto di applicare il minimo sanzionatorio, avendo divisato la mancanza di frode nei comportamenti della società, avendo ravvisato che nessuna fraudolenza poteva essere contestata direttamente alla società» ha detto il legale della società trapanese Enzo Scontrino.
Che però ha lasciato intendere come l’ordinamento legislativo attuale non preveda rimedi idonei per questi casi: «I giudici hanno riequilibrato il rapporto, e questa sentenza rappresenta una pietra miliare nella materia, pur nella consapevolezza che l’Agenzia delle Entrate ha applicato una norma e che spetterebbe al legislatore un chiarimento che possa separare le responsabilità tributarie fra cedente e cessionario».
Il Trapani quindi è stato vittima di una truffa, come ha sempre sostenuto il presidente Antonini ma ipotizzare adesso, a campionato concluso, che la sentenza possa ribaltare l’esito della giustizia sportiva appare complicato. In teoria manca ancora un pronunciamento, quello del Collegio di garanzia del Coni sull’ultima penalizzazione di 5 punti ed evidentemente in quella sede la società metterà sul piatto della bilancia la nuova sentenza nella speranza che qualcosa possa cambiare. Antonini in ogni caso è pronto a proseguire la battaglia nelle aule della giustizia ordinaria per chiedere la revoca di tutte le sanzioni inflitte. Presto, però, bisognerà fare i conti con la realtà per poter programmare la prossima stagione che, a meno di stravolgimenti, sarà in serie D”.
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