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Ex Miss Italia e bomber, Bresciano: spero di incontrare le ragazze del Trapani

Centravanti prima in serie B con le granata e poi in serie A col Padova. Giocò anche con la nazionale

Calcio e bellezza o si potrebbe dire meglio ancora amore per lo sport e femminilità. Sono queste le due  caratteristiche che hanno accompagnato la trapanese Paola Bresciano, centravanti di livello con diversi gol al suo attivo, nel suo percorso di vita che l’hanno portata a diventare dapprima calciatrice e poi anche Miss Italia.

E quella di Paola Bresciano è una storia che merita di essere raccontata soprattutto per la naturalezza con la quale si è sviluppata nel tempo. «Io ho avuto sempre una grande passione per lo sport – afferma la Bresciano – e già a 13 ho cominciato a praticarlo. Mi recavo al campo Coni di Trapani dove praticavo il salto in alto e il salto in lungo, partecipando ai Giochi della Gioventù. Il mio sogno era dedicarmi allo sport e infatti mi volevo iscrivere all’Isef. Poi la mia vita prese un’altra direzione».

E la passione di Paola Bresciano per il calcio e per il Trapani nasce da adolescente: «Potevo avere, tra i 13 e i 14 anni, e andavo con mio padre, tifoso del Trapani, a guardare le partite. Da lì nacque il mio desiderio di provare a giocare a calcio. Quando giocavo a calcio ero felicissima e mi trasformavo. Cercavo di dare il massimo sia per me sia per le mie compagne. È stata davvero una grande esperienza che porto ancora nel mio cuore».

E alcuni dei gol segnati da quella giovane ragazza, che da lì a poco tempo dopo divenne Miss Italia, furono davvero decisivi: «Ricordo il gol che feci a Fontanarossa, a Catania, che fu decisivo e ci consentì il salto nella serie B femminile». Nel frattempo si comincia a profilare la possibilità di partecipare a Miss Italia. «Non volevo neppure partecipare e non avevo nessuna aspettativa. Mi spinse il mio agente del tempo, Sebastian Catania che poi divenne mio marito, e anche mio padre. Proprio mio padre teneva tantissimo al fatto che partecipassi. Partecipai alla selezione di Scopello, a quella di Erice, e a quella di Porto Empedocle dove vinsi il titolo di Miss Sicilia».

«A 16 anni, e senza neppure volerlo realmente, divenni Miss Italia 1976. Forse il mio vantaggio – prosegue la Brescianofu quello di affrontare la selezione senza aspettative. Quando si seppe che ero una giocatrice di calcio femminile l’attenzione dei fotografi nei miei confronti divenne tantissima. La sera dello stesso giorno, fui incoronata a Scalea, in Calabria, Miss Italia. Da lì iniziò un periodo molto bello per me. Mi trasferì a Roma lavorando tantissimo, e vissi con la famiglia Mirigliani. Feci tante cose, tra le quali un diario sportivo dove al suo interno era inserito un mio poster che si apriva con la didascalia ‘Paola Bresciano Miss Italia 1976, Centravanti del Trapani’, e con i colori granata di sfondo».

«Al mio ritorno a Trapani – aggiunge – fu una grande festa. La città era tutta tappezzata di poster dedicati a me. Ricevetti un mazzo di rose a casa, e fui festeggiata al Comune di Trapani. Ringrazio ancora Piero Montanti, presidente del settore femminile, che mi spinse a partecipare a Miss Italia, e mi accompagnò anche alle selezioni».

Nella stagione 1977 fa il salto in serie A nel Gamma 3 Padova, e da lì sarà convocata diciassettenne per una amichevole nella nazionale femminile giovanile. Le sue gambe furono assicurate, per un miliardo delle vecchie lire, dalla società «Intercontinental».

E Bresciano, che è ancora idealmente legata alla squadra femminile del Trapani, manifesta il desiderio di poter conoscere le attuali giocatrici e stare con loro: «Desidero poter trascorrere una giornata con loro, vedere dove si allenano e dare il mio incoraggiamento. La prossima volta che verrò a Trapani spero che ciò si possa realizzare».

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