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Parla l’ex, Barraco: «A Trapani tanti ricordi…»

Intervista esclusiva all’ex esterno granata, che vinse il campionato di Lega Pro Seconda Divisione nella stagione 2010-2011 ed oggi è in forza al Dattilo Noir in Eccellenza

Dario Barraco vestì la maglia del Trapani nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012. Un campionato di Seconda Divisione culminato con una promozione ai danni dell’Avellino, con 26 presenze e 4 gol e l’anno dopo un salto in serie B svanito all’ultimo in una stagione nella quale Barraco segnò 10 reti nelle 30 volte in cui scese in campo. Rigorista ed esterno destro di centrocampo del 4-4-2 di mister Roberto Boscaglia. Un gol ed un assist nella finale della Lega Pro Seconda Divisione contro l’Avellino, e poi presente anche negli undici titolari della sconfitta in finale playoff contro il Lanciano (1-3, con un gol anche di Pavoletti per i rossoneri).

Di Dario Barraco si ricorda anche un episodio particolare. Era l’ottobre del 2011 e al “Provinciale” si giocava la sfida Trapani-Frosinone. I granata erano in vantaggio per 2-1, con gol dello stesso Barraco. Al 48’ del secondo tempo, però, venne espulso l’allora portiere del Trapani Castelli, per un presunto fallo di mani fuori area di cui si discusse molto. Boscaglia aveva terminato i cambi ed in porta andò Dario Barraco, che, però, non riuscì a parare la punizione seguente di Artistico.

Dario Barraco è stato intervistato in esclusiva da trapanigranata.it.

Dario Barraco a Trapani nel 2010-2011 e 2011-2012, qual è il ricordo più bello che ha in maglia granata?

«Sono stati due anni  belli, nei quali sono state vissute delle esperienze strepitose. Il Trapani proveniva dalla Serie D. Io venni in Lega Pro Seconda Divisione e vincemmo il campionato. La finale con l’Avellino nei ricordi con il Trapani la metto al primo posto. Segnai anche un gol e feci un assist. Personalmente parlando è un grande ricordo che ho».

Nella stagione 2011-2012, il Trapani perde per due volte l’occasione di andare in serie B. Cosa scattò in quella squadra dopo che si era raggiunto un vantaggio cospicuo sulle altre avversarie?

«È stata un’annata grandiosa, nonostante l’esito finale. Il calcio è un gioco dove si vince e si perde. Siamo stati la sorpresa del campionato. Primi in classifica per tre quarti del campionato. Il problema è stato che avevamo una rosa estremamente corta, perché nessuno si aspettava il campionato che facemmo. Ciò ha pagato a livello di fiato ed infortuni, perdendo poi purtroppo la finale».

La serie B però poi la giocò con il Latina. Che ricordi ha di quel campionato?

«Nel campionato cadetto ci sono sempre stati grandi professionisti. Per me è stato un onore aver calcato anche i campi della serie B, arrivando dalla vittoria del campionato di Prima Divisione. Non ho mai avuto nessun aiuto esterno: ciò è un orgoglio personale. Adesso sento di giocatori che dalla serie D arrivano in serie A…io ho fatto la gavetta vincendo sempre il campionato e di ciò sono straorgoglioso».

In estate ha deciso di sposare la causa del Dattilo Noir. Perché?

«Il Dattilo Noir è circondato da persone per bene. Una serietà che nel mondo del calcio si vede sempre meno. C’è dietro un progetto valido. Abitando poi a Trapani, ho preferito rimanere qui a casa e giocare in una squadra vicina, con tante persone serie».

Come sta andando?

«Sta andando più che bene. Abbiamo vinto le prime dieci partite e domenica scorsa abbiamo pareggiato per la prima volta. Dobbiamo continuare su questi ritmi e non dobbiamo mollare. È periodo di mercato per i dilettanti ed eventuali voci possono distrarre quello che è l’ambiente sano del Dattilo, che è stato creato dalla società, dall’allenatore e dallo staff tecnico. Dobbiamo essere bravi a rimanere concentrati nelle rimanenti partite prima della pausa natalizia».

Ed il Trapani lo sta seguendo?

«Si. Per me il Trapani è una bella squadra. Sono andato allo stadio in occasione della sfida con la Cremonese e mi ha fatto veramente un’ottima impressione. I risultati purtroppo sono venuti un po’ meno, anche se a Livorno c’è stata una grande prova. Il campionato è lungo e c’è tutto il tempo per recuperare, quindi sono fiducioso. Di recente nell’amichevole che abbiamo disputato, ho visto una squadra in salute. Non mi dimentico quello che è successo lo scorso anno, che bisogna averlo sempre stampato nella mente, perché per poco il Trapani non esisteva più. Da questo rischio ad essere in serie B c’è una grande differenza. Va ringraziata l’attuale proprietà, che sta portando avanti il Trapani in serie B».

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