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Bortolo Mutti: «Il Trapani può giocarsi la salvezza»

Intervista esclusiva di trapanigranata.it al tecnico lombardo che sedette per oltre vent’anni nelle panchine di serie A e serie B

Approfittando della pausa del campionato di serie B, Bortolo Mutti è stato intervistato in esclusiva per trapanigranata.it 

Si tratta di un tecnico di lunghissimo corso, che dopo una discreta carriera da giocatore, ha guidato le panchine italiane dal 1988. La sua ultima esperienza è stata nel 2016 a Livorno. Nel mezzo tante gioie, salvezze e innumerevoli presenze nelle panchine tra serie A e serie B. L’allenatore oggi è libero da impegni contrattuali e ricopre il ruolo di opinionista per “90° minuto del sabato”, trasmissione d’approfondimento sulla serie B della Rai.

È da poco terminato il girone d’andata del campionato di serie B, a riguardo Bortolo Mutti ha così analizzato: «A parte il Benevento, che ha un passo diverso e una squadra più organizzata e di qualità, vedo un campionato sui livelli medio-bassi. Squadre che dovevano essere protagoniste, purtroppo, non lo sono con qualcuno che rischia anche nella zona playout. Le neopromosse Pordenone, Entella e Pisa sono squadre che si sono inserite con autorità nel campionato di serie B».  

Il tecnico prosegue con le formazioni che hanno finora poco rispettato le aspettative: «Mi aspettavo di più da parte dell’Empoli, Cremonese, Chievo e Perugia. Sono squadre competitive ed invece alternano momenti di non continuità».

Spazio anche al Trapani, con Bortolo Mutti deciso con fermezza: «Il Trapani è una squadra che con Castori si è un po’ riorganizzata. Come neopromossa si aspettava un campionato di sofferenza e così è stato finora. È normale che ci siano queste difficoltà, però la strada è lunga e bisogna avere grande determinazione e consapevolezza che può giocarsi la salvezza come le altre». 

Infine, il tecnico lombardo parla anche delle altre formazioni siciliane, che, in tal caso, ha guidato nel suo passato: «È un momento molto delicato per il calcio siciliano. Dispiace per il mio Messina che sia sprofondato in un limbo incredibile. Idem per il Palermo che ho allenato per due anni. Sicuramente i rosanero, adesso, hanno una società, a cui non dovrebbe sfuggire la risalita in serie C. Per il Messina i tempi saranno un po’ più lunghi».

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