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Ciccio Rizzo: «Il Trapani? È dura per la B, ma può farcela»

In esclusiva per trapanigranata.it l’intervista al forte difensore centrale trapanese dei primi anni 80′

Una carriera con i colori granata sia nel cuore sia nella maglia. Figlio della città Francesco Rizzo, per tutti Ciccio, ha coronato il sogno di ogni tifoso: quello di giocare nella squadra della propria città. Arrivato dalla giovanili della Libertas nel 1978-79 si mette subito in mostra negli allievi regionali e beretti del Trapani. La stagione successiva, assieme ai suoi compagni del settore giovanile, arriva un grande risultato: terzi nel campionato nazionale di categoria in un anno che per il Trapani, a livello societario, fu molto difficile.

 

Forte fisicamente, e capace di giocare sia da libero che da stopper, al suo secondo anno in maglia granata esordisce in prima squadra, dapprima in un’amichevole serale contro il Marsala, e poi nelle ultime due partite di campionato mister Morana lo schiera titolare da libero. Gli anni successivi giocò tutte quasi tutte le partite, arrivando a collezionare più di 100 presenze in maglia granata. Abile nel gioco aereo, Ciccio Rizzo era un difensore col vizio del gol e i tifosi del Trapani lo ricordano anche per questa sua vena realizzativa, che lo portò in doppia cifra. In maglia granata rimase fino alla stagione 1983-84, prima di continuare la sua carriera in altre squadre, tra le quali: Ragusa, Vigor Lamezia, Sciacca, Caratese, e anche altre formazioni di categorie inferiori, rispetto ai livelli ai quali era abituato, come il Borgocià.

IL RICORDO
«Ho avuto la fortuna di giocare nella squadra della mia città e tra l’altro, visto che i locali venivano spesso criticati, io non ho mai ricevuto alcuna critica o contestazione. Il motivo non lo so, ma è stato così. Ho tanti bei ricordi degli anni al Trapani e mi fa piacere che molti tifosi si ricordino ancora di me. Mi piace molto ricordare anche il periodo nelle giovanili. Nel 1979-80 c’era davvero un bel gruppo di giocatori e alcuni di loro fecero poi strada nel mondo del calcio. Ricordo una vittoria a Cinisi per 0-3 dove fui io a segnare tutte e tre le reti, e quell’anno fui anche il capocannoniere della squadra. In prima squadra ricordo le due vittorie consecutive del Trapani, entrambe per 1-0 e con i miei gol, contro la Vigor Lamezia e il Vittoria. Al Trapani ho avuto diversi allenatori: Morana, Cacciavillani, Greco, Orlandi, e nell’ultimo anno con il Trapani Biagini e Celano. Poi lasciai il Trapani e continuai a giocare in serie D con il Ragusa».

LA CARRIERA
«Ho tanti bei ricordi nella mia carriera da calciatore: dalle giovanili alla prima squadra del Trapani, dalle altre squadre dove ho giocato agli incontri che ho fatto nel mondo del calcio. Sono stato allenato da Claudio Ranieri alla Vigor Lamezia, ma ricordo anche Roberto Antonelli calciatore del Milan tra gli anni 70′ e 80′ che mi volle in difesa alla Caratese, e in quell’anno arrivò anche la vittoria nel campionato di Promozione. L’anno successivo il mio posto in difesa fu preso Moreno Torricelli, il campione della Juventus. Sicuramente avrei potuto fare anche di più e la mia carriera sarebbe potuta andare anche verso altre squadre più blasonate, come dicevano molti addetti ai lavori, ma in fin dei conti sono contento e la stima che i tifosi hanno ancora per me è importante».

IL TRAPANI DI OGGI
«La situazione del Trapani la vedo un po’ difficile, ma penso che una piccola speranza ci sia ancora. Seguo le partite del Trapani e vedo una squadra che comunque gioca con tutti, eccezion fatta per quelle partite dove c’è stato un crollo, e questo mi fa ben sperare per la salvezza. È difficile, ma ce la può fare. Nulla è perduto».

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