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Coronavirus, Lega A: unità d’intenti per affrontare la crisi

L’organo decisionale della massima serie calcistica italiana fa fronte comune per lavorare uniti contro il Covid-19, e lo stesso potrebbe valere per la lega B

Sono giorni pieni di preoccupazione e i massimi organi del calcio italiano, nei diversi livelli in cui esso si articola, provano ad affrontare la crisi cercando di trovare il bandolo della matassa. Alcuni spunti in tal senso emergono da un’assemblea informale della Lega A, nella quale i vertici dei club si sono riuniti in modalità telematica, cioè a distanza, per discutere e ragionare sugli effetti che la diffusione del Covid-19 sta provocando sui campionati, e in particolare su quello di A. Nel corso della conference call è emersa una convergenza totale sulla necessità di attenersi ai provvedimenti decretati dal Governo, e di affrontare il difficile momento con un’unità di intenti.

Quanto disposto dalla Lega A potrebbe, a ben vedere, essere seguito più o meno pedissequamente dalla Lega B. Ovviamente le proporzioni e la dimensione economica del valori in ballo sono sensibilmente significative, ma nulla preclude che la Lega B possa incanalarsi sulla linea prudenziale adottata dalla A, che poi dovrebbe comunque essere ratificata ufficialmente, anche perché i problemi, che stanno affrontando le due massime serie calcistiche del Paese, sono sostanzialmente simili.

Il tema degli allenamenti e della ripresa dell’attività agonistica non sono stati affrontati nella riunione informale della Lega A, ma sembrerebbe che i club abbiano chiesto la sospensione degli stipendi dei giocatori per il mese di marzo. Le società, inoltre, avrebbero dato mandato al presidente della Lega A, Paolo Dal Pino, di affrontare l’argomento con il numero uno della Federcalcio Gabriele Gravina e con il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi.

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