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Per i giocatori di B e C spunta l’ipotesi della cassa integrazione

La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna spiega la nuova possibile soluzione ai problemi economici derivati dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus

Anche i calciatori in cassa integrazione: sarebbe quanto emerso nella video riunione di due giorni fa tra Lega e Federazione. Rientrerebbe nelle proposte a cui hanno lavorato i club quella sul taglio degli stipendi dei giocatori, ora accolta anche dalla Federazione. Da qui arriverebbe presto al governo e c’è un punto che differenzia la Serie A da B e C. La decurtazione degli ingaggi potrebbe colpire l’intera categoria dei calciatori professionistici, ma con una diversa consistenza.

Pare che si richieda l’estensione della cassa integrazione e contratti di solidarietà per i lavoratori non sportivi ed eventualmente anche agli sportivi di B e C. Così i calciatori potrebbero finire per la prima volta in cassa integrazione.

Lo spiega il presidente del Potenza Salvatore Caiata: «Il consiglio di Lega mi ha incaricato di seguire alla Camera l’iter per la cassa integrazione ai calciatori, ma non possiamo chiedere di più allo Stato. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo autoregolamentarci».

Caiata non nasconde il pessimismo. «Ci auguriamo il contrario ma siamo in molti a credere che non si possa tornare in campo per questa stagione. Lo sconfinamento a luglio presenterebbe ostacoli burocratici difficili da superare. C’è da evitare un disastro: noi presidenti siamo chiamati a salvare le nostre aziende».

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