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Caos Trapani, Fm Service: «Pignoramento? Frutto di una sentenza di condanna»

La vecchia proprietà del club granata risponde all’esposto presentato nei giorni scorsi per i pignoramenti dei conti della società calcistica trapanese

Nuova puntata e nuovo comunicato stampa. La FM Service ha voluto rispondere pubblicamente all’esposto presentato nei giorni scorsi dal Trapani per il pignoramento dei conti della stessa società calcistica.

 

Di seguito l’intero comunicato della FM Service.

Col precipuo intento di respingere e di confutare quanto inopinatamente divulgato sul profilo Facebook della società Trapani Calcio Srl ed al fine di meglio tutelare l’immagine della società FM Service Srl e del suo Amministratore, Sig. Maurizio De Simone, giova brevemente precisare quanto segue.

Sono ormai mesi che si assiste ad una mistificazione degli eventi giudiziari col verosimile intento di fuorviare l’opinione pubblica impedendole di comprendere le reali vicissitudini societarie e, soprattutto, le correlate responsabilità.

La proprietà della società Trapani Calcio Srl continua a raccontare favole e storielle nelle quali è solita assumere le vesti di vittima innocente; ma la realtà, almeno quella emersa dalle aule di giustizia, è ben altra. Occorre partire da un punto fermo: i giudizi, quelli veri, si tengono in Tribunale e non certamente sui profili Facebook.

L’esposto è un coacervo di falsità; dallo stesso trapelano accuse infamanti e calunniose che per tali loro “caratteristiche” sono già state sottoposte al vaglio della competente Autorità Giudiziaria.

Le banali contraddizioni in cui l’esponente sovente cade ne dissimulano il reale intento; non occorre essere affermati avvocati o brillanti dottori in giurisprudenza per comprendere che alcun atto illegittimo (così come rappresentato dall’esponente) è suscettibile di pignoramento: se si perviene ad esso vuol dire che vi è un titolo e se vi è un titolo significa che vi è un provvedimento di condanna, provvedimento che nel caso di specie la proprietà non ha inteso adempiere.

Orbene, il pignoramento attualmente in essere altro non è che la legittima prosecuzione di un altrettanto legittimo provvedimento di condanna emesso dal Tribunale di Trapani, provvedimento che la proprietà non ha inteso adempiere, nonostante fosse alla stessa noto sin dal mese di dicembre; in tal senso pessimo è il gusto con cui l’esponente giunge persino ad appellarsi all’emergenza sanitaria onde tentare di giustificare una crisi di liquidità nata già con l’avvento della nuova proprietà.

Sapientemente la proprietà non svela di essere stata invitata dal Tribunale di Trapani a cercare una soluzione conciliativa; sapientemente la proprietà non svela di aver anche provato a chiedere la sospensione dell’efficacia esecutiva del medesimo provvedimento di condanna; sapientemente la proprietà non svela come detta richiesta sia stata puntualmente respinta dal Tribunale di Trapani.

Del pari fantasiosi e immaginari sono gli astronomici crediti millantati dalla proprietà; attraverso gli stessi controparte cerca di giustificare i propri inadempimenti essendo tuttavia ben attenta a non far emergere come la fondatezza di detti crediti sia già stata censurata dal Tribunale di Milano, sia nel primo che nel secondo grado del giudizio cautelare.

Il disegno criminale inopinatamente ascritto al De Simone altro non è che la ferma volontà di conseguire quanto gli compete a fronte di una perdurante condotta fraudolenta che ha avuto, ed ha, quale precipuo scopo, quello di acquisire la società calcistica (ed i correlati benefici economici…) senza tuttavia pagarne il prezzo.

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