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Coronavirus, Spadafora sul torneo: ‘Se comincia poi deve terminare’

Il ministro dello Sport chiarisce che l’obiettivo dell’esecutivo è quello di arrivare alla ripartenza del campionato, ma anche di portarlo a conclusione

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, non si limita soltanto ad annunciare la volontà del Governo di far ripartire il campionato di A, ma il discorso di conseguenza varrebbe anche per la B e la C, ma precisa che un’operazione di questo tipo ha senso soltanto se poi si arrivare a concludere la stagione sportiva 2019/20. In buona sostanza sì alla ripartenza del torneo, ma solo se si arriva alla conclusione, e se l’andamento della curva dei contagi lo permetterà. Spadafora, in un’intervista rilasciata all’agenzia Italpress, affronta il tema relativo alla possibile ripresa della serie A. «Tutti speriamo che il campionato possa ripartire il prima possibile ma al momento non ci sono certezze, come detto anche dal premier Conte. Se le curve dei contagi scenderanno ancora possiamo confermare la data prevista per la ripartenza ma dobbiamo arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità».

Nell’eventualità in sui si dovesse verificare la positività di un calciatore al Covid-19, Spadafora afferma: «In primis comprometterebbe la salute, non si tratta solo di un tema sportivo. Capisco che in caso di positività tra i giocatori un ulteriore stop potrebbe incidere in maniera determinante sul prosieguo delle partite, per questo stiamo prendendo in considerazione tutte le soluzioni possibili e validate dai medici. L’obiettivo che dobbiamo realizzare non è solo quello di far ripartire il campionato, bensì di riuscire a farlo terminare». E sul protocollo sanitario per la ripartenza il ministro dello Sport non esclude la possibilità, in caso di andamento positivo dell’andamento della curva dei contagi, che le disposizioni possano essere gradualmente allentate. «Certo, ma ora non dobbiamo abbassare la guardia, dato che non abbiamo certezza della evoluzione del virus. Per questo – conclude Spadaforaabbiamo scelto di procedere gradualmente. Un’impostazione avuta fin dal primo momento e che stiamo continuando a tenere. Qualora i dati siano incoraggianti, possiamo pensare di adottare regole meno stringenti, viceversa dovremo necessariamente fare il contrario».

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