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Ripartenza e prestiti, il Trapani in ansia: potrebbe perdere 13 giocatori

Con la probabile ripresa dei campionati gli accordi sono tutti da rifare e i granata hanno un numero di giocatori a titolo temporaneo molto elevato. In bilico le prestazioni per altri due mesi di Carnesecchi, Colpani, Coulibaly, Dalmonte, Buongiorno, Pettinari, Fornasier, Odjer, Moscati, Kupisz, Pirrello, Piszczek e Ben David. A questo punto occorre una norma ‘ad hoc’

Sono tanti ancora i nodi da sciogliere per la ripartenza del calcio in Italia, in attesa che il 28 il Governo italiano dia il responso definitivo. Tra questi ce n’è uno in particolare messo ben in evidenza dai quotidiani umbri stamattina in edicola, La Nazione, Il Messaggero e Il Corriere dell’Umbria, e riguarda tante squadre di B  e che tocca in particolar modo il Trapani. È quello dei contratti dei calciatori in scadenza il 30 giugno, che riguarda anche i prestiti di cui tutti i club, specialmente in serie B, usufruiscono abitualmente in maniera cospicua. Il Trapani è particolarmente toccato dall’argomento visto che di prestiti ne ha ben 13. All’interno di questo folto gruppo di giocatori ce ne sono alcuni di assoluto valore, come il bomber Stefano Pettinari, vice capocannoniere della serie B, e che ha tenuto il Trapani a galla in campionato prima dello stop a causa del Coronavirus. Il portiere Carnesecchi, altro elemento di indiscusso valore, ma anche altri giocatori che stanno danno il contributo alla causa come Colpani, Fornasier, Kupisz, e altri ancora. In totale buona parte della rosa del Trapani è composta da calciatori in prestito da altre squadre.

Ma da dove nasce la questione che potrebbe sconvolgere la parte rimanente della stagione sportiva 2019/20 del campionato cadetto? È stato deciso in sede di Consiglio Federale che in caso di ripartenza i contratti dei giocatori di proprietà verranno tutti estesi al 31 agosto, mentre per i prestiti si renderanno necessarie delle trattative private. Il problema però è rappresentato dal fatto che i calciatori che non dovessero trovare l’accordo non scenderanno in campo fino all’1 settembre, giorno fissato per l’inizio della prossima stagione, anche perché non avranno l’assicurazione. Inoltre, un’altra domanda che viene da porsi riguarda quale sarà la controparte con la quale il calciatore dovrà trovare l’accordo? Con il club di appartenenza? A questo punto diventa impossibile pensare che le società che detengono i cartellini dei calciatori in prestito, e con il pagamento a loro carico, possano pagare due mesi di stipendio per farli giocare nel Trapani. Mentre se fosse invece il Trapani a dover pagare gli emolumenti, equivarrebbe a far diventare l’anno di prestito di 14 mesi allungando di conseguenza anche il numero degli stipendi. Impensabile per chi in questi giorni combatte con pressanti problemi di bilancio, mentre anche l’idea di comprimere in 10 mesi gli stipendi della stagione 2020/21 a livello amministrativo fa acqua da tutte le parti. In teoria i giocatori, se nessuno li pagherà, potrebbero decidere di non rinnovare o di non giocare. Tra l’altro, inevitabilmente, l’Assocalciatori è in movimento.

Il problema naturalmente riguarda tutti i club dei campionati professionistici, e non soltanto il Trapani. In buona sostanza, il rischio che tutti i club perdano pezzi importanti è davvero concreto, e quindi urge una norma ‘ad hoc’ che con ogni probabilità dovrà però arrivare dal Governo, trattandosi di materia disciplinata dal diritto del lavoro. Resta da dire che allo stato attuale il Trapani dovrebbe affrontare l’eventuale “tour de force” delle dieci partite in meno di due mesi con appena una quindicina di calciatori in organico. E c’è da scommettere che, a questo punto, mister Castori non farebbe salti di gioia, in quanto si tratterebbe di affrontare la strada per la salvezza con un organico ridotto veramente all’osso.

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