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Coronavirus, contratti: ‘Ad oggi non c’è un accordo sui prolungamenti’

Il numero due dell’Assocalciatori rileva che ancora oggi sulla questione dell’allungamento dei rapporti contrattuali non vi sia un accordo, ma la speranza è che si possa arrivare entro questa settimana a trovare una posizione comune

Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Aic, fa il punto sulla questione legata al prolungamento dei contratti al 31 agosto. Infatti, la scadenza dei contratti al 30 giugno dei calciatori, interroga sia gli atleti sia i club su su che cosa potrebbe significare continuare a giocare con una squadra nei confronti della quale un contratto non esiste più, in quanto è scaduto. Calcagno, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, è intervenuto sulla questione. «Non c’è una posizione nostra, le posizioni giuridiche sono condivise da tutti, c’è poi un superiore interesse di sistema che la Fifa ha raccomandato senza ovviamente imporre. C’è un’interesse del sistema che non sfugge a nessuno di noi, nel conservare le rose attuali fino alla fine del campionato. Ad oggi non c’è un accordo sui prolungamenti dei contratti, ma entro questo fine settimana o al massimo la prossima questo problema verrà spero risolto».

«Le norme sull’iscrizione al campionato – aggiunge Calcagnoprevedono la possibilità del contenzioso, se oggi volessimo ragionare su quanto sia giusto il compenso per una stagione che si allunga, abbiamo una situazione collegata a ipotetici ricorsi che possono essere prodotti il 31 agosto, non possiamo avere certezza sedendoci al tavolo delle trattative, è una cosa che soltanto la società potrà decidere. Qualsiasi società che non ha raggiunto accordi con i tesserati, può fare ricorso con una Pec sulle mensilità di marzo ed aprile. Chiaro che l’esito del contenzioso, poi, sarà tutt’altro che scontato».

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