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Coronavirus, Malagò: ‘Mai stato contro il calcio’

Il presidente del Coni torna a parlare ed invita il mondo dello sport a cogliere l’occasione per approvare le riforme necessarie

Giovanni Malagò, presidente del Coni, in un’intervista al Mattino, dice la sua dopo la ripartenza ufficiale del calcio in Italia, coincisa con la prima semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Juventus e Milan. Malagò coglie l’occasione per ribadire che il suo pensiero, esternato più volte durante il periodo più caldo della pandemia, e  precisa: «Mi è dispiaciuto per certi giudizi, c’è chi ha voluto creare una contrapposizione che non esiste. Che non può e non deve esistere. Ma il calcio non può avere canali privilegiati rispetto ad altri sport. Mi ero permesso di dire che sarebbe servito un ‘piano B’ per la ripartenza e mi sembra che siano stati messi sul tavolo un ‘piano B’ e un ‘piano C’. Lo avevo detto non per invadere il campo ma perché quel piano alternativo andava immaginato anche conoscendo la complessità di interlocuzione del mondo del calcio, le sue conflittualità, le peculiarità dei suoi rappresentanti. Di tutto questo nessuno può e deve stupirsi».

Per quanto riguarda, invece, l’eventuale riapertura degli stadi afferma: «Si sta ragionando su una possibile riapertura il 14 luglio. Dipende da tanti fattori, anzitutto dalla curva dei contagi. Sembrava fino a poche ore fa che il calcetto potesse ripartire lunedì 15 e invece c’è stato un rinvio». Secondo Malagò lo sconvolgimento provocato dal Covid-19 sul mondo dello sport, e anche sul calcio, paradossalmente potrebbe rappresentare l’occasione propizia per approvare le riforme necessarie: «Sarebbe un grave errore se il calcio non utilizzasse questa occasione. Vedo che tutti i protagonisti, dal presidente federale ai presidenti delle Leghe, sono d’accordo sulle riforme. Come nel caso del ‘piano B’, ognuno lo declina a modo suo, tirando il lenzuolo dalla propria parte. Bisogna cogliere questa straordinarietà: vale per la Figc e per le altre federazioni, come per il Coni, perché ci dedicheremo anche noi alle riforme dopo la legge delega. La situazione che si è creata a causa del coronavirus spinge a fare questo tipo dl interventi».

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