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Coronavirus, Calcagno (Aic): ‘Linee guida Figc sono indicazioni’

Il numero due dell’Assocalciatori torna a parlare della questione relativa all’allungamento dei contratti e del documento redatto dalla Federcalcio

Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Aic, fa il punto sulla questione legata al prolungamento dei contratti al 31 agosto. Infatti, la scadenza dei contratti al 30 giugno dei calciatori, interroga sia gli atleti sia i club su su che cosa potrebbe significare continuare a giocare con una squadra nei confronti della quale un contratto non esiste più, in quanto è scaduto. Calcagno, ai microfoni di Radio Punto Nuovo, è intervenuto sulla questione. «Abbiamo stilato un documento che contiene – afferma Calcagno – tutte le ipotesi di prolungamento dei contratti che si potranno verificare. Non è stato sottoscritto, non è un accordo collettivo, sono indicazioni che possono darci delle linee guida da seguire. Chi ha già un contratto pluriennale con la stessa società o dei prestiti con opzioni di riscatto, e tutte le questioni che presuppongono di avere un contratto per l’anno successivo, l’impostazione è che gli importi contrattuali della prossima stagione vengano suddivisi in 10 rate. Per chi è in scadenza di contratto ci sarà una contrattazione libera. Tutti dovranno sottoscrivere un accordo, non si può modificare unilateralmente la durata di un contratto, ma con queste basi ed un po’ di buon senso, si può tenere un campionato equilibrato permettendo di concludere il campionato con le stesse rose».

E sulla questione se un calciatore con contratto in scadenza possa andare via al 30 giugno, il vice presidente dell’Assocalciatori risponde così: «Se è in scadenza o ha un prestito secco. Noi consiglieremo, in caso di prestito, di concordare che l’importo pattuito per l’anno prossimo venga rispettato e rateizzato in 10 mensilità. Su quella base si può contrattare per capire come trattare gli stipendi di questa stagione sportiva e l’eventuale prolungamento, altrimenti può succedere come è già successo in Europa: tornare al club d’appartenenza. Tutti sono liberi di fare quello che meglio ritengono, basta trovare un accordo».

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