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Trapani, ecco perché la C fa male: i valori si riducono di 6 volte

Sopravvivere in terza serie è possibile soltanto se le proprietà coprono le perdite: negli ultimi cinque anni, in media, le squadre non hanno mai chiuso con un bilancio positivo

In B si sopravvive, mentre la C è un campionato a… perdere. Con una riduzione del valore della produzione di 6 volte rispetto alla B e con la voce dei costi operativi costantemente superiore a quella del valore della produzione. Per cui occorre sempre andare a ripianare le perdite.

E’ un quadro a tinfe fosche quello che esce dall’analisi dei Report che ogni anno pubblica la Figc sul calcio italiano, suddividendolo per categoria. La serie A, naturalmente, è un mondo a parte, mentre al Trapani interessa soprattutto cosa l’attende nel momento in cui i Petroni andranno a perfezionare l’iscrizione prima di cedere le quote societarie, in tutto o in parte.

I dati sono relativi all’ultimo quinquennio, eccezion fatta per la stagione 2019-20 appena conclusa, e dai freddi numeri si evince come nel 2018-19, il campionato nel quale il Trapani è stato promosso in B attraverso i playoff, il valore medio della produzione (ricavi da ingresso stadio; da sponsor e attività commerciali; da diritti televisivi e da radio; in conto esercizio; altri ricavi e proventi diversi) era di 3,1 milioni a fronte di 4,18 milioni di costi operativi sostenuti da ciascuna società (per servizi; godimento di beni di terzi; del lavoro; oneri diversi di gestione; ammortamenti e svalutazioni). Quindi, con un “rosso” di poco più di un milione per ciascuna delle 50 squadre analizzate sulle 56 che hanno partecipato al campionato. Di contro, però, in quella stagione, se in C il bilancio era in negativo, in B era positivo, seppur di poco: 18,52 milioni di valore della produzione contro 18,17 milioni di costi operativi, con un saldo positivo di 350 mila euro.

Stessa cosa, di fatto, è avvenuta per tutti gli altri campionati, ad eccezione del 2014-15 nel quale anche in B il saldo è stato negativo:

2014-15

Serie B: valore 14,47 milioni / costi operativi 15,61 milioni (21 squadre su 22) Totale -1,14 milioni
Serie C: valore 3,1 milioni / costi operativi 4,18 milioni (50 squadre su 56) Totale -1,08 milioni

2015-16

Serie B: valore 15,28 milioni / costi operativi 14,52 milioni (21 squadre su 22) Totale +0,76 milioni
Serie C: valore 2,56 milioni / costi operativi 4,45 milioni (48 squadre su 54) Totale -1,89 milioni

2016-17

Serie B: valore 15,55 milioni / costi operativi 15,1 milioni (20 squadre su 22) Totale + 0,56 milioni
Serie C: valore 2,73 milioni / costi operativi 3,89 milioni (49 squadre su 60) Totale – 1,16 milioni

2017-18

Serie B: valore 18,57 milioni / costi operativi 18,1 milioni (19 squadre su 22) Totale +0,47 milioni
Serie C: valore 2,73 milioni / costi operativi 3,73 milioni (46 squadre su 57) Totale -1 milione

2018-19

Serie B: valore 18,52 milioni / costi operativi 18,17 milioni (17 squadre su 19) Totale +0,35 milioni
Serie C: valore 3,1 milioni / costi operativi 4,18 milioni (50 squadre su 56) Totale -1,08 milioni

Oltre al diverso risultato, positivo in B e negativo in C, risalta anche la grande differenza tra il valore della produzione tra i cadetti e quello in terza serie, con una riduzione di circa 6 volte, mentre i costi operativi, tra una categoria e l’altra si riducono pure, ma soltanto di 4 volte.

 

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