Quella volta che il Trapani abbandonò il campo per protesta…

Il 10 novembre 1946 i trapanesi lasciarono il campo dopo che il portiere aveva parto due rigori con l’arbitro che decretò la ripetizione del secondo

Era l’esordio nel campionato 1946-47, sul campo della Reggina. Una partita particolarmente attesa, che segnava l’avvio di un campionato che permetteva di ritornare alla normalità dopo i drammi della guerra. Era un’altra epoca, tanto che la prima squadra aveva un altro nome, Drepanum.

Quella partita, in programma il 10 novembre 1946, però, non venne mai portata a termine, perché la Drepanum lasciò il campo per protesta. L’arbitro, infatti, a metà del primo tempo aveva assegnato un calcio di rigore ai locali, ma il portiere trapanese Chiarpotto era convinto di poterlo parare. E così fu. Poi, nella ripresa, ancora un calcio di rigore per la Reggina, ma Dino Chiarpotto era uno specialista e respinse pure quello. Questa volta, però, la palla gli sfuggì dalle mani e ne nacque una mischia. Così, quando l’arbitro fischiò i trapanesi erano convinti che fosse per una carica al portiere, invece, il direttore di gara decise per la ripetizione.

A quel punto successe il finimondo ed i trapanesi, per protesta, lasciarono il campo. Con il giudice sportivo che, in settimana, assegno la vittoria per 2-0 alla Reggina.

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