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Picciotto fra Trapani, Dattilo e la… Banca d’Italia

Il raffreddamento della trattativa con i biancoverdi sarebbe arrivato dopo aver verificato i margini di manovra per il cambio di destinazione d’uso

Non lo ha mai nascosto. Picciotto punta il Dattilo per trasformarlo in Trapani il prossimo anno, ma non solo. Il suo obiettivo è anche l’immobile della Banca d’Italia in piazza Scarlatti, chiuso nel dicembre 2019 e messo in vendita dall’Istituto.

Un immobile che venne costruito nel secondo dopoguerra, nell’area che ospitò il Teatro Garibaldi e che si presenta su tre livelli con un seminterrato e con diverse destinazioni d’uso: istituto di credito, residenziale, uffici privati e locali per esercizi sportivi senza fine di lucro. Il suo obiettivo dichiarato è quello di farne un centro di intrattenimento di svago per le famiglie, motivo per cui, si renderebbe necessario procedere con un cambio di destinazione d’uso.

Ed in questo caso entrerebbe in scena l’amministrazione comunale, considerato che gli emissari del finanziere italo-svizzero avrebbero anche già avviato delle interlocuzioni con gli uffici di Palazzo D’Alì per capire (gli eventuali) margini di manovra.

Il raffreddamento della trattativa con il Dattilo, nonostante l’accordo già raggiunto con i vertici della società biancoverde, però, farebbe ipotizzare che il problema riguardasse proprio l’immobile che la Banca d’Italia ha messo in vendita, peraltro senza una base d’asta.

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