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Futuro Trapani, dai dissidi all’analisi dei precedenti

Le richieste del sindaco Giacomo Tranchida appaiono eccessive. Risulta assai difficile da accettare quel milione di euro a fondo perduto al Comune

Più di un tifoso e non, alla lettura del comunicato stampa diffuso dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, ha storto il naso. Alte sarebbero le richieste avanzate dal primo cittadino per chi potrà avere la possibilità di ricevere il titolo sportivo e di conseguenza ripartirà dalla serie D, attraverso un’iscrizione in sovrannumero.

Numeri, quelli di Giacomo Tranchida, che più somigliare ad un avviso pubblico si avvicinano ad un business plan di una società sportiva. Il caso Trapani non si discosta molto da quanto avvenuto negli scorsi anni con Bari e Palermo. Le realtà economiche e sociali, però, sono certamente differenti.

In quattro anni la previsione di una promozione in serie B. Recita così il primo punto di un atto che l’amministrazione comunale di Trapani sta valutando. Obiettivi sportivi esposti anche nei piani di Bari e Palermo: i pugliesi puntano alla promozione in serie B in tre anni, i rosanero, invece, in tre anni mirano alla massima serie (a partire dalla sua costituzione).

Il milione di euro di capitale iniziale è la somma che il Palermo versò alla Figc per la richiesta di iscrizione al campionato di serie D. La stessa cifra è stata inserita nel comunicato firmato da Giacomo Tranchida per un contribuito che sarà pari o superiore ai 300.000 euro, come previsto dalle norme organizzative interne della federazione.

Ecco quindi che i punti in seno al prossimo avviso pubblico del Trapani diventano poi assai legati al tessuto economico-sociale del territorio. Cifre che però appaiono assai differenti a quelle del Bari. Nella prima stagione verrebbe chiesto alla nuova società granata 1,5 milione di patrimonializzazione: in Puglia, infatti, sono stati programmati 2 milioni di euro. Netta poi la differenza nei successivi anni: a Trapani entro quattro anni si chiede la serie B con una spesa non inferiore di 8 milioni, a Bari, invece, nello stesso periodo i biancorossi puntano alla serie A, programmando una spesa di quasi 33 milioni.

L’azionariato popolare è al centro dei progetti delle nuove società. Il sindaco Giacomo Tranchida sarebbe pronto a chiedere una percentuale prevista di almeno il 5% del capitale sociale, ma con l’opzione di un rappresentante amministrativo e quindi nel consiglio d’amministrazione. Il Palermo dedica ai supporters il 10% del capitale sociale.

Come Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, inoltre, il primo cittadino di Trapani vorrebbe nominare un componente nel collegio sindacale della nuova società granata.

È del tutto inesistente, invece, negli avvisi pubblici di Palermo, Bari, Foggia e Modena la richiesta della garanzia fideiussoria di almeno un milione di euro in favore del Comune per l’utilizzo del titolo sportivo. Il punto scritto nel comunicato stampa da Giacomo Tranchida è quello che presenta maggiori discussioni in queste ore tra i tifosi granata.

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Tommy
Tommy
1 mese fa

Proporrei di far nascere il nuovo Trapani calcio quando va via questa amministrazione comunale quindi col prossimo sindaco che sicuramente non sarà Tranchida perché nono lo voterà più nessuno questo è certo
Vuole fare tutto lui perché noi trapanesi non capiamo nulla , anziché parlare perché non si dimette con tutta la sua amministrazione?

Antoniob77@interfree.it
Antoniob77@interfree.it
1 mese fa

Tranchida presidente,abbruscato vicepresidente,la porta direttore sportivo,in 4 anni serie a,ci pensano loro…il trio delle meraviglie…..altro che de picciotto

Giusy Di Via
Giusy Di Via
1 mese fa

Oggi, abbiamo incontrato il Sig. De Picciotto in via Garibaldi e ci ha detto, queste le sue parole ” se queste sono le regole del pubblico bando, direi che non sono interessato a proporre la mia candidatura”.. ascoltare queste parole ci è dispiaciuto molto….

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