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Trapani, per la nuova società è una “partita a poker”

Il passo indietro di Minore riduce i pretendenti i quali, al momento, non fanno trapelare le loro intenzioni

Ne sono rimasti quattro e nessuno, al momento, esce allo scoperto. Per il futuro del Trapani, quindi, se da un lato il tempo stringe perché si attende il bando da parte del Comune, dall’altro sembra prospettarsi una partita a poker.

Ettore Minore si è tirato indietro e, pertanto, al momento i pretendenti per la nuova società sono rimasti in quattro: il serbo Zoran Popovic, rappresentato da Roberto LioFrancesco Di Deco che rappresenta un gruppo che lavora nel mondo del calcio, il comitato “C’è chi il Trapani lo ama” e, infine, René Picciotto, quello che maggiormente in questi ultimi mesi ha fatto trapelare le proprie intenzioni.

Almeno fino all’incontro voluto dal sindaco Tranchida nei giorni scorsi ed al quale lo stesso Picciotto non ha partecipato. Da allora sul futuro del Trapani è calato il silenzio, almeno ufficialmente, perché adesso evidentemente nessuno dei pretendenti vuole uscire allo scoperto, per non offrire informazioni ai “rivali”.

Questa vicenda sta diventando a tutti gli effetti una partita a poker nella quale ciascun giocatore prima di compiere una mossa prevede tutte le possibili contromosse degli altri giocatori. Ma il tempo dell’attesa sta ormai per terminare. La pubblicazione del bando da parte del Comune, con i parametri voluti da Tranchida, indicheranno i tempi certi entro i quali capire quale giocatore andrà realmente fino in fondo, per vedere la posta del rivale, e chi, invece, avrà provato il colpo ad effetto, pur non avendo in mano le carte migliori per vincere.

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