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Il Trapani e l’enigma multiproprietà per De Picciotto

La Federazione Italiana Giuoco Calcio non ha reso note le modifiche dell’articolo 16 bis delle norme organizzative interne. L’imprenditore resta vigilie

Il Consiglio Federale avrebbe vietato del tutto le multiproprietà nel mondo del calcio di italiano, ma ancora non si conoscono gli sviluppi. Una norma già precedentemente prevista dall‘articolo 16 bis delle norme organizzative interne della Figc, che, però, consentiva allo stesso soggetto di essere proprietario di due squadre di calcio, ma non appartenenti alla stessa serie.

A distanza di tre giorni, però, la Figc non ha pubblicato il nuovo testo dell’articolo in oggetto, ma solo di altre normative modificate nella stessa seduta del Consiglio Federale. Chiaro, quindi, che i dubbi persistono anche per i tifosi del Trapani. Renè De Picciotto, infatti, è già proprietario del 40% del Lecce ed al momento resta il nome più caldo per un’eventuale ripartenza della società granata dalla serie D.

Possibile che sia una differenziazione tra i proprietari di società professioniste e dilettanti, dove finirebbe il Trapani per la prossima stagione. Dinamiche che starebbe cercando di capire anche lo stesso De Picciotto, che sarebbe pronto a prendere contatti con la Figc per valutare il suo eventuale caso di multiproprietà.

In attesa di maggiori sviluppi, ecco l’articolo 16 bis delle Noif dello scorso luglio.

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