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Trapani, si ritira il giovanissimo Valenti

Fu il capitano della formazione Primavera dei granata che raggiunse il secondo posto il classifica con mister Scurto. Qualche apparizione anche in Prima Squadra

Non è usuale che un giocatore all’età di 21 anni decida di smettere di giocare. Spesso accade con ragazzi che decidono di intraprendere altre avventure personali, ma difficilmente per problemi fisici.

La storia è quella di Luca Valenti, giovane centrocampista, che aveva iniziato la stagione con la maglia del San Vito Lo Capo in Promozione. Al nome di Valenti, però, è legato quello del Trapani. Giunto nella città trapanese da giovanissimo, è stato il simbolo della ascesa dei giovani in maglia granata. Valenti, infatti, è stato il capitano della formazione Primavera, che, nella stagione 2019/2020, ha raggiunto il secondo posto in classifica. Per lui anche spazio in Prima Squadra con le due partite in Coppa Italia di serie C, quando alla guida dei trapanesi c’era Vincenzo Italiano. 

Adesso, però, l’amaro ritiro, annunciato sui propri canali social personali: «Non pensavo – scrive Luca Valentisarebbe mai arrivato questo momento, ma era inevitabile, dopo l’ennesimo infortunio, delusione e periodo di stop, sono arrivato alla conclusione che il calcio non è più la mia fonte d’ispirazione lavorativa».

Una lunga cavalcata che si ferma in giovane età: «Purtroppo la vita è fatta di scelte come ho scelto di andarmene fuori casa ad inseguire questo sogno all’età di 14 anni, decido adesso all’età di 21 di smettere di farlo. Non mi pento di nulla sono stati gli anni più belli della mia vita, ho conosciuto persone splendide che ringrazio infinitamente per l’affetto e per tutte le avventure passate insieme. Si cambia vita, sarà dura accettarlo ma ne vale del mio futuro».

Lo sport ed il calcio, vero modello per Luca Valenti: «Ringrazio infinitamente la mia famiglia che mi ha sostenuto fino alla fine facendo infiniti sacrifici che probabilmente non sarò mai in grado di ricambiare. Sarà il destino a indicarmi la strada giusta infinite grazie a tutti e soprattutto grazie a te caro e amato pallone che hai fatto di me l’uomo che sono oggi».

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