Trapani, al Provinciale “ritorna” Di Donato

L'allenatore, rifiuntando il nuovo incarico ricevuto dall'allora proprietario Pellino, decretò la fine del vecchio Trapani, staccando la spina ad una società che ormai era arrivata alla fine

La vecchia società morì dopo il suo rifiuto, ma a Trapani viene ricordato non per la fine dei granata, quanto per la serietà, essendo riuscito ad anticipare una fine, comunque, già scritta.

Nel prossimo turno il Trapani sfida l’Altamura, squadra allenata da Daniele Di Donato, l’ultimo allenatore della vecchia società, quella che con Morace presidente sfiorò la serie A.

A Trapani c’è stato per poco più di un mese, nell’estate del 2020. Venne ingaggiato, poi esonerato e, infine, rifiutando il nuovo incarico, lasciò la squadra senza allenatore, condannandola alla seconda rinuncia in due partite e alla conseguente esclusione dalla serie D.

Di Donato arrivò al Trapani sotto la gestione Alivision, ma subito si rese conto che i problemi erano enormi, non avendo la possibilità di allenare i calciatori, tra tamponi anti-Covid non fatti e sciopero dei dipendenti. Poi, con il passaggio del Trapani alla Alba Minerali, venne esonerato dal nuovo azionista, Gianluca Pellino, il quale però, dopo la prima rinuncia, richiama proprio Di Donato. E lui capisce che partire per Catanzaro avrebbe soltanto allungato l’agonia di una società ormai sul punto di morire. Non accetta il re-incarico e lascia Trapani dopo, però, essersi rivolto ai tifosi spiegando loro che non si trattava di un addio, ma di un arrivederci…

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