Un centrocampista tutto grinta che ha giocato in un Trapani che voleva tornare a vivere dopo troppi anni bui, trascorsi con pochissime gioie e tante amarezze.
Salvatore Pravatà, nato il 10 marzo 1978, ha militato nel Trapani una sola stagione, nel 2002-03, torneo che vide i granata ai nastri di partenza della Serie D dopo la scomparsa del vecchio Trapani in Eccellenza nella stagione precedente. La vecchia società era stata rimpiazzata dal Città di Trapani, l’altra squadra cittadina che militava in Eccellenza che ha prima cambiato denominazione, diventando proprio Trapani, e poi chiedendo ed ottenendo il ripescaggio in serie D.
A guidare quella squadra venne chiamato Massimo Mazzara, allenatore locale che decise di affidarsi proprio a Salvatore Pravatà, uno dei perni di quel centrocampo. A fine stagione le sue presenze furono 28, con un gol, messo a segno il 3 febbraio 2003, nel 6-2 con il quale il Trapani superò il Belpasso al Provinciale, contro una squadra, quella etnea, che quell’anno chiuse il campionato staccata all’ultimo posto e, pertanto, retrocessa in Eccellenza.
Per il Trapani quello fu un campionato di transizione. Partito con poche aspettative, a metà del girone di ritorno i granata sembravano quasi poter ambire addirittura ai playoff. Poi, però, arrivò il calo nella parte finale della stagione che non consentì la qualificazione agli spareggi, ma permise ugualmente ai tifosi di poter ritornare allo stadio per tifare per la loro squadra.
Al termine di quel campionato, Pravatà decise di non proseguire il suo rapporto con il Trapani e si trasferì alla Magna Grecia, formazione calabrese che allora militava in serie D. Qualche torneo dopo decise di ritirarsi ed intraprese la carriera di allenatore.