“Trapani con un piede in D: La proprietà ci ha illusi, ora vediamo come ripartire”

Le ex bandiere granata commentano la fine del sogno: “Pensavamoa un ciclo importante”

L'edizione odierna del quotidiano la Repubblica dedica ampio spazio alle ultime vicende del Trapani
L'edizione odierna del quotidiano la Repubblica dedica ampio spazio alle ultime vicende del Trapani

“Illusi e feriti come degli amanti traditi. È il sentimento che si respira a Trapani per le sorti della squadra
di calcio, passata dai sogni della serie B all’imminente retrocessione in serie D”.

L’edizione odierna de La Repubblica si sofferma sul sentimento che si respira in città dopo la sconfitta interna del Trapani con la Salernitana che riduce al minimo le speranze di salvezza dei granata. E lo fa ascoltando il pensiero di tre ex bandiere: Giovanni Guaiana, Nino Daì e Salvatore Vassallo.

“A due giornate dal termine della stagione regolare, per accedere ai playout i granata dovrebbero scavalcare il Siracusa, recuperare 4 punti al Foggia per diventare terzultimi, e altrettanti sul Giugliano per disputare gli spareggi salvezza, per via del regolamento che fissa in 8 i punti di ritardo massimo tra le ipotetiche rivali per i playout.

A spiegare la delusione sono gli ex calciatori granata, quelli nati nel Trapanese e che con la loro squadra
hanno giocato e poi allenato. «All’inizio mi ero illuso, come tanti, che si potesse aprire un ciclo importante – è l’analisi di Giovanni Guaiana, trapanese ed ex portiere dei granata con cui ha vinto quattro campionati
-. Poi, gli eventi del basket e del calcio, hanno cambiato tutto. Quest’anno sono stati commessi tanti errori,
che esulano dalla squadra, perché i problemi sono diversi. La proprietà ci ha illusi e ora non si capisce dove
voglia arrivare. Il vero problema, infatti, è il futuro, perché se è importante salvarsi, lo è di più capire cosa
verrà dopo. A volte ripartire da zero è la cosa migliore, magari con un progetto serio».

Di situazione anomala, invece, parla Nino Daì, il terzino-goleador trapanese che dall’Eccellenza ha scalato le categorie, conquistando la serie B e indossando la fascia da capitano in Coppa Italia a San Siro contro l’Inter. «Vorrei essere fiducioso – spiega Daì -, ma la salvezza sul campo è difficile. Però, l’aspetto più
importante è legato al prossimo anno, perché tutti vogliamo capire cosa accadrà nei prossimi mesi, se ci
sarà la continuità necessaria». La situazione attuale del Trapani rappresenta una ferita per Salvatore
Vassallo, altro ex difensore granata: «Dispiace per tutto l’ambiente, perché credevamo davvero alla promozione, anche per via dell’esperienza dello scorso anno. Pensavamo che si potesse centrare l’obiettivo.
Però, oggi, la squadra è diversa da quella iniziale e, nonostante i ragazzi stiano dando tutto, compreso
l’allenatore, la situazione è compromessa».

Redazione

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1 Commento
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Pierino
4 mesi fa

Poveri illusi, tutti! Creduloni da quattro soldi

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