Per il Trapani sarà una “last dance” dal sapore amaro. Domenica, al Provinciale, andrà in scena il derby contro il Siracusa. Una sfida che in altri tempi avrebbe acceso ambizioni, rivalità, sogni di classifica. Oggi, invece, rappresenta l’ultimo atto di una stagione segnata da una condanna già scritta.
La retrocessione è arrivata con una giornata d’anticipo, e non poteva essere altrimenti dopo la pesantissima penalizzazione di 25 punti che ha compromesso ogni possibilità di salvezza. Una zavorra che ha inciso più di qualsiasi errore tecnico, più di qualsiasi blackout in campo. I granata hanno provato a restare aggrappati alla categoria, ma la montagna da scalare era semplicemente troppo alta.
La penalizzazione ha cambiato tutto. Ha tolto serenità, prospettive, continuità. Ha costretto il Trapani a vivere un campionato in salita, dove ogni punto conquistato sembrava non bastare mai. Eppure, dentro questa annata complicata, resta la professionalità di un gruppo che non ha mollato, che ha continuato a scendere in campo con rispetto per la maglia e per la città.
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Non ci interessa, tra un po Valerio farà lo stadio con 800000 posti, meglio del Santiago bernabeu