La vicenda Trapani non è una disputa sull’IVA, come per mesi si è provato a raccontare. È, molto più semplicemente, un debito IRPEF e contributivo mai estinto, attraverso compensazioni con crediti IVA che l’Agenzia delle Entrate ha definito “inesistenti”. Per questo, spiegano le Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello, quei versamenti sono “tamquam non esset”, quindi privi di qualsiasi effetto estintivo.
È una frase che pesa come una sentenza morale, prima ancora che giuridica. Perché racconta, in una riga, l’essenza di un caso che per mesi è stato presentato come un malinteso contabile, un problema di codici tributo, un contenzioso aperto. E che invece, nelle carte federali, appare per quello che è, un debito fiscale vero, sostanziale, ripetuto, mai estinto.
Per capire come si arriva alle penalizzazioni, bisogna ricostruire la storia dall’inizio. La società, invece di pagare, tenta di compensare dei mancati versamenti utilizzando crediti IVA che l’Agenzia delle Entrate definirà “inesistenti”.
Il 29 maggio 2025 l’Agenzia convoca il Trapani e mette tutto nero su bianco. Il debito viene quantificato e rateizzato. Due rate diventano cruciali. La quarta, in scadenza ad agosto 2025, e la quinta, prevista per settembre. Insieme valgono circa 270.900 euro.
È qui che la difesa del Trapani prova a cambiare la narrazione. Sostiene che il debito non riguardi IRPEF e INPS, ma esclusivamente l’IVA. Porta in giudizio le note dell’Agenzia delle Entrate del 29 e 30 dicembre 2025 e, in prossimità dell’udienza, una cartella esattoriale del 20 aprile 2026. Ma la Corte non si lascia convincere. Spiega che i versamenti con codice tributo 6099, formalmente riferiti all’IVA, non rappresentano un debito IVA, bensì la restituzione dei crediti inesistenti utilizzati per compensare le ritenute. La natura del debito, insomma, resta quella originaria: IRPEF e contributi non pagati. E la cartella esattoriale, emessa dall’agente della riscossione, non può cambiare retroattivamente ciò che l’Agenzia aveva già accertato.
C’è poi la questione dell’ordinanza cautelare del giudice tributario, emessa il 12 febbraio 2026, quattro giorni prima della scadenza federale. Il Trapani sostiene che quella sospensione renda il debito non esigibile. Ma anche qui la Corte è netta. La sospensione era condizionata alla presentazione di una fideiussione, che la società ottiene solo il 6 marzo, quando la scadenza federale è già passata. E soprattutto, il ricorso tributario, che verrà discusso l’8 maggio e che non ha alcun effetto in termini sportivi, riguarda soltanto le sanzioni, non il debito principale, che resta dovuto.
Il Trapani, inoltre, sostiene che il mancato pagamento delle due rate sia un’unica omissione, e che quindi la penalizzazione debba essere dimezzata. La Corte risponde che le due rate corrispondono a due bimestri diversi, due obbligazioni autonome, due violazioni distinte. È lo stesso principio applicato nella decisione precedente, quella del 3 aprile 2026, che aveva confermato la penalizzazione di cinque punti per la scadenza di dicembre. E non c’è motivo, secondo i giudici, per cambiare approccio.
Ciò che resta è la fotografia di una vicenda che attraversa due stagioni sportive e che mette in luce un problema strutturale. Un debito fiscale che nasce nel 2024, si aggrava nel 2025 e arriva fino al 2026 senza essere mai davvero risolto.
Questo il documento della Corte Federale d’Appello che spiega l’intero processo.
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Avete spiegato bene ed io lo avevo detto al presidente ma lui di rimando mi ha bloccato su fb. In questa narrazione manca un passaggio che è fondamentale e cioè che anche se i crediti iva fossero stati veri quel tipo di compensazione ( detta orizzontale cioè iva per pagare irpef ) non si poteva comunque fare perché il credito originario non era in capo allo stesso soggetto del debito irpef ma appunto comprato da un terzo. Questo è scritto a chiare lettere in una sentenza del tfn.
Da quello che si evince da quanto pubblicato non ci sono debiti con la Federazione e con i giocatori ..in quel caso entrava in ballo la fideiussione ..i debiti stanno tutti con l’agenzia delle entrate che comprende Irpef Iva INPS
Narrazione quanto mai completa e ben definita…..chi vuol capire capisca….ma veramente la libertà ci renderà liberi
Torna in Africa
Va sente a Vasile 😂
Quando non ci sarà più Antonini scialeranno tutti gli pseudotifosi Trapanesi (?), quando incontreremo Gibellina, Fulgatore o Calatafimi conun grande condottiero a scelta tra Pellino,La Rosa, Heller ,Petroni o DE SIMONE
Tutti parlano del Signor Antonini maa del fatto che sprofondano i mezzi della nettezza urbana nessuno lo dice?Ahhh si si ci sono le piste ciclabili e i dossi ah ah ah e il centro storico a parte a loggia fa penaaa
Va ettati tu, Antonini, u sinnacu, tutti i consiglieri e chi ancora crede in un affabulatore
Buongiorno a tutti I signori trapanesi.Cmq sicuramente il Signor Antonini nn è esente da colpe e anche caratterialmente nn è molto affidabile maaa signori trapanese dove stava il Trapani calcio prima di tutto questo?E la pallacanestro?Ve la sognate un altra partita di coppa dei campioni a Trapani
Solidarietà al giornalista che ha scritto l’articolo. Sicuramente l’aspetta la gogna. In attesa del sicuro post
Debito IRPEF relativo a quali mensilità?