Era arrivato a stagione in corso, ma si è subito conquistato il posto da titolare. E’ Salvatore Tarantino, nato a Palermo l’8 giugno 1960.
La sua grande occasione arrivò al termine della stagione 1983-84, quando dal Canicattì passò al Venezia. Quella doveva essere l’occasione per entrare direttamente nel calcio che “conta”, ma non andò come si augurava, tanto che al termine di quella stagione decise di ripartire dalla sua Sicilia, accettando la proposta del Trapani. I granata militavano in serie C2 e nel torneo 1986-87 collezionò 25 presenze, riuscendo anche a mettere a segno 3 reti, due all’Afragolese ed una al Nola.
Fu un torneo altamente positivo per Tarantino, tanto che le sue prestazioni vennero attenzionate da diversi club e, alla fine, a spuntarla fu il Licata, in quel periodo in serie C1. Un salto che, questa volta, fu importante per la sua carriera, perché Salvatore Tarantino con la maglia gialloblù contribuì a scrivere una delle pagine più belle del calcio di “periferia”. Quel Licata, infatti, fu in grado di sovvertire i pronostici e centrò una storica promozione in serie B, avendo la meglio su un nutrito gruppo di società che avevano a disposizione dei bidget nettamente superiori rispetto a quello degli agrigentini. E dopo aver centrato la promozione ed aver festeggiato, Tarantino arrivò ad esordire tra i cadetti l’11 settembre 1988 nel pareggio con il Catanzaro.
L’esperienza di Licata, poi, si è conclusa e lui ha continuato la sua carriera nell’Acireale, nel Palermo e nel Giarre. Quindi, ha deciso di rititarsi dal calcio giocato, ma è rimasto nel mondo del calcio, passando ad allenare e guidando, tra le altre, Panormus, Marsala, Capaci, Terrasini e, in ultimo, Gangi.
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