E’ il presidente che ha consentito ai trapanesi di toccare il cielo con un dito. E’ Vittorio Morace, nato il 21 maggio 1941.
A lui è legata la storia recente del Trapani con quella storica promozione in B nel 2013 e, anche se in modo diverso, anche il secondo salto tra i cadetti. Prese il Trapani per salvarlo dopo l’abbandono di Nino Birrittella. L’ex patron aveva coinvolto il sindaco Fazio per assicurare un futuro ai granata e il primo cittadino coinvolse diversi imprenditori, tra cui Morace. L’ex comandante, alla fine, decise di investire da solo nella “sua” nuova società e, la prima volta che mise piede al Provinciale esclamò “e mo’ come lo riempiamo…”. La sua sua avventura con i granata non partì benissimo, perché la squadra subì una clamorosa retrocessione in Eccellenza, con tanto di maxi-penalizzazione di 12 punti per un tentativo di combine. Poi, però, il comandante capì come doversi muovere e la sua creatura divenne un modello. Anni di buona gestione e di vittorie, con la promozione in B e quattro anni vissuti a mille, con il top raggiunto nella finale per la serie A.
Poi la retrocessione, ma anche il coinvolgimento nell’operazione Maremostrum che portò alle sue dimissioni da presidente, anche se la Liberty Lines era sempre l’azionista di riferimento. Fino al passaggio finale, gestito, però, da Paola Iracani. Ad ogni modo, Vittorio Morace resta il presidente per eccellenza di una società capace di conquistare le prime pagine dei quotidiani per la sua programmazione, la sua gestione e per i risultati. E lo rimane anche dopo la scomparsa, il 19 luglio 2022 a Cadice.
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