Da predestinato a… rinato, dimostrando che le qualità c’erano tutte. Bisognava soltanto ritrovarle in un ambiente sereno che concedeva il tempo necessario per farle riaffiorare. E’ Totò Gambino, il tedesco venuto a Trapani per rilanciare la sua carriera e riuscendo a centrare 2 promozioni in 4 anni.
Nato il 27 novembre 1983 in Germania, appariva proprio un predestinato quando da giovanissimo giocava con il Borussia Dortmund. Prima di esordire in Bundesliga, lo ha fatto in Coppa Uefa, nel secondo turno del 2003-2004 in casa con i francesi del Sochaux. L’anno seguente, invece, la prima nel massimo campionato tedesco e mette a segno i primi gol nel 2-2 con il Bayern Levenrkusen. Insomma, ci sono tutte le premesse per una grande carriera. Però, arrivò un gravissimo infortunio che mise a repentaglio anche la carriera che rischiò di essere chiusa anticipatamente. Invece, la forza di volontà è stata più grande della sfortuna. Ha ripreso a sudare, non arrendendosi, quindi, passa al Colonia nella seconda divisione tedesca e, poi, al Koblenz. Ma non trova lo spazio in campo necessario e, così, nel gennaio 2011 sceglie Trapani.
Un salto nel vuoto che, però, sarà per lui fondamentale. I granata quell’anno sono in Seconda Divisione, e i trapanesi vincono il campionato ai play-off contro l’Avellino, ritornando in terza serie, allora Prima Divisione. Entra nel cuore dei tifosi e l’anno dopo sfiora la B, centrandola nel 2012-13 dopo una parentesi di appena una partita nel Gubbio. Resta a Trapani anche nella prima storia stagione in serie B, nel 2013-14 e, alla fine, per lui le presenze con il Trapani sono 102, con 14 reti.
Terminata l’esperienza con i granata, passa al Grosseto prima di rientrare in Germania, al Westfalia Rhynern dove si ritira al termine del campionato 2019-20, ma togliendosi anche la soddisfazione della promozione da allenatore.