L’avvocato trapanese, rappresentante di “C’è chi il Trapani lo ama”, nel corso dell’intervista rilasciata a trapanigranata.it, spiega le idee del comitato per salvare il club
I tifosi riuniti per cercare di salvare il Trapani: è questo l’obiettivo posto dal comitato “C’è chi il Trapani lo ama”, che ha presentato una manifestazione di interesse per l’acquisto delle quote del club granata.
Non rappresentano nessun imprenditore fin quando non trovano chi voglia investire concretamente nell’acquisto del club e chiedono la consegna della squadra granata al sindaco Tranchida, secondo condizioni che sarebbero state concordate in sede di riunione con Fabio Petroni.
Trapanigranata.it ha intervistato Carmelo Castelli, avvocato trapanese, rappresentante del comitato “C’è chi il Trapani lo ama”, che spiega la posizione dell’ente composto da cittadini trapanesi
COMPOSIZIONE DEL COMITATO
«Il comitato “C’è chi il Trapani lo ama” rappresenta semplicemente i tifosi trapanesi. Per il momento abbiamo ricevuto oltre 300 adesioni da parte di cittadini trapanesi: a nessuno di loro abbiamo chiesto di dare un contributo economico, almeno per il momento. Non rappresentiamo imprenditori che devono comprare il Trapani. Siamo nati spontaneamente perché siamo delle persone che hanno a cuore il Trapani e che hanno visto la situazione di difficoltà».
AZIONI DEL COMITATO
«Abbiamo incontrato Fabio Petroni e stiamo cercando di incontrare qualcuno che possa volere il Trapani con possibilità economiche più concrete della nostra. Abbiamo ricevuto la disponibilità del sindaco per cercare di avvicinarci il più possibile ad una soluzione. Tranchida, però, da istituzione, è un garante, quindi non può svolgere trattative».
OBIETTIVO DEL COMITATO
«Chiediamo che Petroni passi la mano alle condizioni che avevamo precedentemente concordato. Se non si fa un robusto investimento nel Trapani: l’attuale club non ha dove andare. Ecco perché chiediamo la consegna della squadra al sindaco. Riteniamo che alle condizioni che abbiamo già fornito, abbiamo le possibilità di toccare i tasti giusti nell’imprenditoria trapanese per salvare il Trapani. Credo che fino a lunedì saranno giornate interlocutorie in cui lavoreremo per mettere insieme questo puzzle».
Non erano tanto apatici i trapanesi sportivi e non che nella festa della prima promozione si sono fatti strumentalizzare dalle avventate scelte politiche della dirigenza di allora dove si semino la mala pianta della fine di un sogno
Senza soldi non se ne canta messa!
Oltre apatici bocca grande
Poi i trapanesi li conosciamo alle festa per la salita in serie B in 5mila poi come al solito a fare gli abbonamenti siamo i soliti 2500 trapanesi apatici
Ma siamo convinti che lascia il trapani senza soldi ,appena racimola i soldi della lega e dei giocatori fa le prime partite poi comincia a rinunciare alle trasferte per mancanza di liquido e buona notte ai suonatori
Postate sempre le stesse cose già ieri sera l’avevo letto.