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Trapani, Mazzarella: «Il calcio unisce tifoserie e popoli»

Una passione per il pallone nata sulle gradinate del campo Aula e proseguita tra le panchine di tutta Italia insieme alla sua maglia granata

Giuseppe Mazzarella, il prossimo 19 giugno spegnerà 82 candeline. Anni trascorsi inseguendo la passione per il mondo del pallone, prima da tifoso e poi da medico della società granata.

Era il 1949, quando Giuseppe Mazzarella entrò per la prima volta al Campo Aula. Aveva dieci anni e vide la vittoria del Trapani contro la Juve Stabia per tre a zero. Una storia tutta granata proseguita fino ai giorni nostri: «Il mondo del calcio nei miei anni di carriera è cambiato parecchio. Adesso ci sono molti interessi economici che girano attorno ai vari sodalizi e alle varie società. Questo è un aspetto che mi dispiace, perché il calcio è qualcosa di puro e così dovrebbe rimanere nei canoni di uno sport bellissimo e semplice che deve accumunare tante tifoserie e popoli».

Un’evoluzione che affascina Giuseppe Mazzarella, raccontata anche nel suo libro “Dal Campo Aula a San Siro”: «Il calcio adesso è in crescita e più spettacolare. Sono cambiate le tattiche con un gioco divenuto più spumeggiante ed ogni allenatore porta sempre qualcosa di nuovo. In precedenza era un calcio statico, con parametri prestabiliti e si giocava con schemi quasi identici. Adesso tutto è cambiato ed è diventato più bello proprio per quest’aspetto».

 

Rileggi la parte precedente.

L’intervista continua…

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