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Mazzarella: «Con il Trapani ho vissuto un sogno»

Da 45 anni era il responsabile sanitario del sodalizio granata. Emozioni e ricordi raccontati da chi da trapanese ha vissuto la sua squadra del cuore

Giuseppe Mazzarella, trapanese nel Trapani«La mia esperienza nel Trapani al di là di quella sanitaria, come medico, è stata una grande avventura come tifoso. Seguo il Trapani da ormai 73 anni, per cui essermi ritrovato da grande appassionato dentro la società a contatto con i giocatori, allenatori e collaboratori, per me ha rappresentato il raggiungimento di un sogno. Mi trovavo protagonista in mezzo ai protagonisti».

Fischio finale, il Trapani vince e via subito all’abbraccio con l’allenatore. Un gesto così raccontato dall’ex responsabile sanitario: «I miei abbracci volevano racchiudere tutto. Da rappresentante della città in quel momento mi stringevo attorno agli artefici di quel successo. Gli abbracci più belli sono quelli delle promozioni e quindi dall’interregionale alla serie C, ma soprattutto quello più importante nel maggio del 2013, quando per la prima volta la città di Trapani raggiungeva il traguardo della serie B che aveva sempre inseguito per decenni».

Nel 1975 Giuseppe Mazzarella è diventato il medico sociale dei granata fino a continuare la sua avventura, eccetto brevi intervalli, fino allo scorso settembre: «In questi anni avrò visto oltre 1500 partite tra campionati e coppe. Ho conosciuto più di 45 allenatori, 19 presidenti ed oltre 1300 calciatori. Un clima unico. Io giovane in mezzo ai giovani con la musica che accomuna tutti. Ho fatto scherzi e ne ho ricevuti, senza ovviamente risentirne. Ho familiarizzato in tutti questi anni con tutti i giocatori che si sono avvicendati».

Mazzarella è sicuro sui periodi più belli: «Il momento più bello della stagione è quello della fase della preparazione al campionato, perché si sta in ritiro per almeno 20 giorni tutti assieme a formare un’unica famiglia. In quell’istante si forma la squadra ed il clima preparatorio per quello che deve essere per tutto il campionato. Lì si conoscono pregi e difetti di ognuno di noi».

 

Rileggi la prima parte.

L’intervista continua…

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