Trapani, il danno e la beffa del fallimento

A parte la squadra in campo, pare che non si sia salvato nessuno. Tanti sono i creditori della vecchia società granata: tesserati e non, enti pubblici ed ex presidenti

Avvocati, piccoli imprenditori, Inps, dipendenti, fornitori di energia elettrica, calciatori. L’elenco dei creditori del Trapani Calcio, dichiarato fallito nel dicembre del 2020, è impressionante per forma e sostanza. Una sfilza di soggetti che dà idea precisa di come quella società abbia mortificato un’intera città. Non soltanto causando la scomparsa del calcio, nonostante la salvezza in serie B conquistata sul campo, ma creando danni molto rilevanti anche al tessuto economico.

Scorrendo la lista dei creditori del club granata, scrive Fabio Tartamella nelle colonne de La Repubblica di Palermo, spicca sorprendentemente la richiesta di farne parte della stessa Alivision e di Francesco Paolo Baglio, uno dei presidenti che si alternarono in quella fase disgraziata della vita del Trapani. In entrambi i casi, però, il procuratore fallimentare Alberto Piacentino non ha accordato nulla ai due soggetti.

Inoltre, rimane creditore di oltre 200 mila euro Jonathan Biabiany, preso per far compiere un salto di qualità alla squadra e rispedito a casa prima della fine del campionato. Ammontano a circa un milione di euro i debiti con l’Inps, intorno a 40 mila quelli con l’Enel, a 20 mila con il Lecce Calcio, e nell’elenco ci sono anche Castori padre e figlio. Il comune di Trapani ha richiesto quasi 20 mila euro. Non mancano il Coni, e una società agricola di Lorenzo, Fabio e Giorgio Petroni è creditrice di 18.300 euro (anche per fornitura di vino e olio). A parte la squadra in campo, pare che non si sia salvato nessuno.

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giuseppe
giuseppe
4 anni fa

tutti non sanno dove sono andati a finire soldi di una società in attivo…..hanno disintegrato un giocattolo che noi popolo granata non vedremo mai più esibirsi a quei livelli…..venduto il proprio figlio a uomini senza scrupoli e dignità,venuti a Trapani solo per affari di lucro a cui la Lega calcio ha dato una mano a demolire pia piano fino alla totale morte senza darà alcun allarme di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco, solo quando non sono stati pagati entro il termine” perentorio” ( solo per noi) tutta l’ intera cifra ( 56 Milà euro dopo una settimana,… Leggi il resto »

Roberto
Roberto
4 anni fa
Reply to  giuseppe

Tutto vero quello che hai scritto,ma tutto ciò è avvenuto perché l imprenditoria Trapanese non ha fatto un passo per acquisire la società al posto di Petroni

Salvo
Salvo
4 anni fa
Reply to  Roberto

La società non doveva finire nelle mani di De Simone… da lì è iniziata la nostra caduta… nessun imprenditore ha creduto in una società con potenzialità importanti…

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