Quando è arrivato è subito diventato un beniamino della tifoseria. Del resto non poteva essere altrimenti per un calciatore che, nel suo curriculum, vantava anche un gol nella finale del mondiale per club. Le attese erano elevatissime, ma, giornata dopo giornata, si sono spente, lasciando l’amaro in bocca un po’ a tutti i tifosi che pregustavnao le sue scorribande in attacco, non vedendole, però, praticamente mai.
E’ Jonathan Biabiany, nato a Parigi il 28 aprile 1988. La sua carriera è tutta legata al Parma, società che lo ha lanciato nel calcio italiano ai massimi livelli, e, successivamente, all’Inter che decise di scommettere su di lui non riuscendo, però, ad ottenere quel necessario salto di qualità per restare in nerazzurro e consacrarlo nel grande calcio mondiale.
Il suo è un continuo viaggio da Milano a Parma, con qualche passaggio a Verona, sponda Chievo. E proseguendo nella sua carriera, ha giocato anche con il Modena prima e la Sampdoria poi, prima di lasciare l’Italia e approdare allo Sparta Praga. Poi, rientrò al Parma e al termine del campionato i ducali decisero di non rinnovargli il contratto. Così Biabiany restò senza squadra e, a campionato in corso, raggiunse l’accordo con il Trapani che, in quella stagione, militava in serie B. Accolto come un eroe, con la maglia del Trapani, ha giocato, però, soltanto 12 partite e non riuscendo a mettere a segno nessun gol. Così, alla fine, decise di interrompere la sua esperienza in Sicilia. Infine, ha ripreso al San Fernando, nella serie B spagnola, dove ha cercato di ritrovarsi, riuscendovi in parte, almeno per quanto riguarda i gol realizzati.
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