Un portiere bravissimo, ma altrettanto sfortunato. E’ Paolo Cimpiel, nato il 12 giugno 1940. Cresciuto in Friuli, è stato acquistato dal Bologna, ma i felsinei lo spediscono in prestito al Trapani, la sua prima squadra. E, così, disputa con i granata la stagione 1960-61 in quello squadrone che sfiorò la serie B perdendola per un punto contro il Chieti. Davanti aveva Gridelli, il titolarissimo, ma gioca ugualmente 11 partite ed è ad essere in campo il 30 ottobre 1960 per l’inaugurazione del Provinciale, in quel Trapani-Taranto 3-2 “epico”, con i pugliesi che nei primissimi minuti di gara si portano avanti di due reti mentre ancora tanti tifosi trapanesi sono in coda ai botteghini per acquistare il tagliando necessario per accedere alla partita. Poi, però, accade l’imponderabile, perché sotto di due gol, il Trapani cambia letteralmente marcia, sospinto da un Fulvio Castaldi autentico trascinatore che va a prendere il pallone dal fondo della rete dopo il raddoppio pugliese, guidando per mano il Trapani alla rimonta, fino al tre a due finale.
Terminata quella stagione, Cimpiel rientrò al Bologna ed ebbe la sua grande occasione. Nel ’62-63 l’allenatore rossoblù Fulvio Bernardini lo manda in campo al posto del più quotato Santarelli. Gioca bene, ma contro la Juve prende un gol impossibile da metà campo e quell’episodio è decisivo, perché ritorna in panchina, questa volta definitivamente. Poi comincia a girovagare tutta l’Italia, fino a quando, nel 1976, si trasferisce ai Toronto Metros, in America. Come compagno di squadra ha Eusebio, la “Pantera Nera” portoghese sempre superbo, anche se pure lui a fine carriera. E poi ha sfidato Pelè, allora con i New York Cosmos.
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