Niente seduta di lavoro per i calciatori. Per il medico non c’erano le condizioni per poter avviare l’attivitÃ
Il Trapani continua a non allenarsi. Subito dopo le 10.30, infatti, i calciatori sono usciti dagli spogliatoi e si sono diretti verso le auto per tornare nelle rispettive abitazioni.
Eppure la mattina era cominciata in modo differente, perché quando i calciatori sono arrivati allo stadio hanno trovato i cancelli aperti, potendo, in questo modo, fare il loro ingresso nell’impianto.

Poi Evacuo e Pettinari hanno potuto dialogare “in presenza” con Gianluca Pellino ed infine è arrivato pure il futuro ds Gianluca Torma. Poi, però, qualcosa è cambiato, e lo si è intuito nel momento in cui a spingere il carrello con le maglie dei calciatori per consentire loro di allenarsi è stato lo stesso Pellino. Qualche minuto dopo gli atleti sono usciti dallo spogliatoio, ritornando a casa in quanto Francesco Paolo Sieli, il medico responsabile dell’allenamento ha ritenuto che non ci fossero le condizioni minime per allenarsi.
Il tempo, così, scorre velocemente ed il Trapani continua ad avere svolto soltanto una seduta di allenamento. Come potranno mai i calciatori scendere in campo domenica contro la Casertana, o se verrà confermato il rinvio, mercoledì a Brescia in Coppa Italia a questo punto diventa sempre più un mistero…
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Che vergogna vedere certi personaggi nel mondo del calcio
Da trapanese e tifosissimo del Trapani calcio, devo dare purtroppo ragione ad Angelo. È una agonia atroce, basta sfottimenti, bisogna farla finita, oppure chi ha avuto una manifestazione di interesse si faccia avanti coraggiosamente e manda via questi cialtroni.
Da tifoso rosanero, che quindi sa cosa vuol dire passare per situazioni dove una società sembra fare solo il male della squadra, la cosa più sensata a questo punto è chiedere l’esclusione del Trapani dal campionato, visto che non è minimamente adatta ad affrontare nemmeno una partita ufficiale; quando il paziente è irrecuperabile è meglio staccare la spina, invece che sottoporlo ad una terribile e vana agonia.