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L’impresa dopo un fallimento, così è nato il Trapani di Italiano

L’allenatore della passata stagione racconta le vicende precedenti alla firma del contratto con i granata: dall’incubo di restare senza panchina al “capolavoro”

Aveva la certezza che sarebbe stato l’allenatore di una squadra di serie C. L’accordo era pressoché raggiunto ed attendeva soltanto la firma. Poi, però, accadde l’incredibile, perché la trattativa saltò e, con questa, anche il sogno di poter allenare una squadra in serie C.

E’ il retroscena che c’è dietro all’approdo di Vincenzo Italiano sulla panchina del Trapani, in vista della stagione 2018-19. Perché il fallimento di quella trattativa, ben avviata, ha segnato l’inizio della carriera di Italiano, in quanto il giorno dopo, il 29 luglio 2018, venne contattato per allenare il Trapani. E lui non ci ha pensato su due volte. A raccontarlo è lo stesso Italiano in una intervista a Il Mattino di Padova, soffermandosi proprio su quel torneo, per certi versi incredibile ed irripetibile.

«Mi era stata promessa una panchina di Serie C – ha spiegato Italiano -. Invece, il 28 luglio 2018 saltò tutto e mi ritrovai disoccupato. Il giorno dopo, davanti al Caffè Pedrocchi di Padova, ricevetti una telefonata: “Vuoi andare a Trapani?”. Ventiquattr’ore dopo ero giù e firmai. Quello che è successo successivamente rimarrà nella storia: tutti i giocatori se ne volevano andare, la proprietà pure, eravamo in crisi. Abbiamo compiuto un capolavoro, aggiudicandoci i playoff e salendo in B, mi vengono ancora i brividi. Sono tornato di recente con lo Spezia, mi hanno accolto come un eroe, tutti in piedi, con il coro che intonavano quando ero lì: “Italiano, portaci lontano”. Come a Padova, con la “Fattori” che cantava che tiravo bombe da lontano ed ero meglio di… Pelè».

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