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Bulgarella, l’ex di Trapani e Pisa: «Ma io sono legato alla mia terra»

Il presidente della rinascita granata nel ’90 racconta a ‘Trapanigranata.it’ il suo rapporto con le due squadre: «Volevo il Trapani in A»

Due città, un unico destino. Far sognare i tifosi. E’ quanto ha realizzato Andrea Bulgarella nella sua carriera nel mondo del calcio. Prima come presidente e proprietario del Trapani e poi azionista di maggioranza del Pisa. Alla vigilia della sfida tra i due club, ecco una nostra esclusiva al proprietario trapanese del Pisa.

I granata li ha “salvati” nell’estate del 1990, dopo una retrocessione in serie D e la scomparsa della vecchia società ed è rimasto al comando del sodalizio trapanese fino al novembre del 1998. Con lui al timone il Trapani è rinato, ripartito dalla D, ha vinto due campionati ed ha sfiorato la serie B, fermandosi nella primavera del 1995 a Gualdo, nella semifinale dei play-off. A Pisa, invece, è arrivato nel dicembre 2007, con i toscani in B, ed ha sfiorato la serie A.

Qual è il ricordo sportivo più bello legato al Trapani?
Sono tanti, anzi, tantissimi. Quella era una squadra costruita con tanti giocatori giovani, quasi tutti siciliani. Poi, grazie ad un grande allenatore come Ignazio Arcoleo, siamo riusciti ad arrivare tra i professionisti ed a far diventare quei ragazzi degli uomini che ci hanno fatto sognare.

Lei è trapanese, ma ormai lavora fuori dalla sua terra…
Si, ma sono sempre trapanese, lo sono a tutti gli effetti, anche se lavoro a Pisa e sono stato proprietario del Pisa. Sono un trapanese di “scoglio”, rimasto a Trapani con il cuore e credo fortemente nella mia terra. Oggi a Pisa ci lavoro. E’ una città che mi ha accolto e poi ci si vive bene. Ci sono tre università, è una città che può dare tanto. Ho realizzato tante cose, ricevendo belle soddisfazioni, però sono sempre legato alla mia terra, a Trapani. Anche quando ho rimodernato uno degli alberghi più belli di Cortina, l’ho fatto con operai trapanesi.

Qual è, invece, il ricordo più bello legato al Pisa?
La squadra meravigliosa che avevamo costruito, con Ventura in panchina ed in campo Bonucci e Cerci, un calciatore che volli a tutti i costi perché lo ritenevo un fuoriclasse Si sognava la serie A. Avevamo comprato la maggioranza delle quote societarie, ma poi non siamo andati avanti perché sono sorti dei problemi legali. Ho sempre sognato la serie A, anche quando presi il Trapani, volevo portarcelo, con i ragazzi siciliani. Per tanti motivi c’è stato uno stop e poi quel sogno l’ho ripreso con il Pisa. Del resto, sono un sognatore e lo sono anche nel mio lavoro.

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